CORRIERE
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Acqua pubblica, si' alla la mozione grazie ai litigi in maggioranza

Troppi consiglieri lasciano l’aula: strada spianata a Furgiuele

Raffaele Furgiuele “brucia” il Comitato acqua. Il Consiglio comunale approva la mozione dell’esponente di Chieri Futura e impegna il municipio a modificare lo Statuto per mantenere l’acqua un bene pubblico. Tutto mentre il Comitato chierese acqua pubblica attende di discutere la propria delibera d’iniziativa popolare, sottoscritta da 1600 chieresi proprio per intervenire sullo Statuto. Furgiuele ha presentato la sua mozione nel corso dell’ultimo Consiglio comunale. Scontato il voto favorevole del Partito Democratico, il quale fa anche parte del Comitato. Ma è molto più difficile un’approvazione da parte della maggioranza. Però al punto precedente il vicesindaco Luigi Sodano e il capogruppo della Lista per Chieri Pino Iannò litigano su un ordine del giorno presentato dal consigliere. L’assessore lascia quindi l’aula, seguito da molti esponenti del centrodestra. Così gli equilibri si ribaltano e l’opposizione diventa maggioranza. Pd, Moderati, Italia dei Valori e Chieri Futura non perdono l’occasione e votano sì, mentre la (ex) maggioranza si astiene. Passa così la mozione di Furgiuele, il quale riesce a impegnare il sindaco a «intercedere con i parlamentari nazionali per ritirare le norme che privatizzano l’acqua; a chiedere alla Regione di presentare ricorso di costituzionalità contro il decreto Ronchi; a sostenere il Forum italiano dei Movimenti per l’acqua in modo da arrivare a una rapida approvazione della legge popolare; a inserire nello Statuto cittadino il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto universale; a riconosce il servizio idrico come privo di rilevanza economica da gestire in forma pubblica». L’esponente di Chieri Futura riesce così ad anticipare il Comitato chierese per l’acqua pubblica, il quale ha raccolto 1600 firme per presentare una delibera di iniziativa popolare che aveva quasi gli stessi obiettivi di quella di Furgiuele. Anche se “bruciati” dal consigliere, i promotori del Comitato continuano con il loro percorso: «La sua mozione non si sovrappone alla nostra però impegna il sindaco nella stessa direzione. La delibera popolare verrà discussa a fine settembre e nel frattempo puntiamo a organizzare degli incontri con i partiti». La mobilitazione era cominciata dopo l’approvazione in Parlamento del decreto Ronchi che segna di fatto la liberalizzazione del sistema idrico: la legge obbliga dal 1 gennaio 2011 a bandire delle gare per assegnare a privati la gestione dei servizi pubblici come appunto l’acqua (ma anche gas, elettricità, trasporto ferroviario regionale). A maggio le 22 associazioni che fanno parte del Comitato hanno lanciato una petizione per modificare lo Statuto della città e mantenere pubbliche proprietà e gestione del servizio idrico. Le firme sono state più del previsto, circa 1600. Convinti molti chieresi, ora tocca ai politici: «Spiegheremo ai partiti le nostre ragioni e ascolteremo le loro posizioni ufficiali. Vogliamo sciogliere tutti i nodi prima di arrivare in Consiglio. Ma deve essere chiaro che non scenderemo a compromessi politici. Si può parlare ma l’obiettivo non è in discussione: l’acqua è e deve restare pubblica».

Data 2010-07-09 , Torna indietro

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