CORRIERE
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Raccolta firme perche' l'acqua resti pubblica

Da venerdi' 14 maggio

Al via la raccolta firme per far restare l’acqua potabile un bene pubblico. La petizione per modificare lo Statuto comunale comincerà venerdì 14 e durerà un mese: obiettivo 500 firme. E ogni fine settimana il Comitato chierese per l’acqua pubblica organizzerà iniziative sul tema. Venerdì prossimo, il 14, serata di approfondimento: «Abbiamo presentato la bozza di delibera popolare in Comune - spiegano i membri del Comitato - Ad illustrare il perché dell’iniziativa sarà Ugo Mattei, docente di diritto civile all’Università di Torino e anche uno degli estensori dei quesiti referendari sul tema. Il giorno dopo, sabato, e domenica saremo già al mercato di piazza Dante e in via Vittorio per raccogliere le firme sia per Chieri che per il referendum nazionale». La mobilitazione è partita dopo l’approvazione in Parlamento del decreto Ronchi che segna di fatto la liberalizzazione del sistema idrico: la legge obbliga dal 2011 a bandire delle gare per assegnare a privati la gestione dei servizi pubblici come appunto l’acqua (ma anche gas, elettricità, trasporto ferroviario regionale). A Chieri, come in molte zone d’Italia, si è deciso di far qualcosa per opporsi. Per ora dicono no all’acqua privata più di cento privati oltre a una ventina di associazioni: aderiscono il Centro di documentazione il Cubo, Comitato NoTangEst, Rifondazione Comunista, Robe dell’altro mondo, il circolo Unpoblù - Legambiente, la Comunità cristiana di base, Baraonda, la cooperativa Mondo Nuovo, gli Amici del centro storico, Il tuo parco, Quarto Stato - GAP, la Pro Loco Amici del lago di Arignano, Gyana, il Meetup Chieri, Giochimpara, l’associazione TPK, Muoviti Chieri!, Patchanka, Comitato Pace e Cooperazione e Centro famiglia. Questi gruppi hanno scelto di proporre la modifica dello Statuto del Comune di Chieri ma puntano anche a sensibilizzare i cittadini: «Infatti insieme alla raccolta firme organizzeremo conferenze, spettacoli e dibattiti che presenteranno ai chieresi un nuovo modello di vita e sviluppo». Per raccogliere le firme il Comitato acqua ha bisogno della collaborazione di dipendenti comunali, gli unici autorizzati come «autenticatori ». E gli organizzatori della petizione lanciano un appello: «Vorremmo che ci fosse rotazione tra tutti visto che questo lavoro viene svolto fuori dall’orario di ufficio. Per info e adesioni, acquapubblicachieri@ gmail.co m»

Data 2010-05-07 , Torna indietro

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