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La scuola è in difficoltà? Il Partito Democratico chiede un Consiglio aperto per discuterne. La capogruppo in Comune del Pd, Manuela Olia, spiega a cosa servirebbe questa iniziativa, cui dovrebbero partecipare rappresentanti degli enti superiori, presidi e dirigenti scolastici ma soprattutto le associazioni dei genitori: «Chiediamo di ascoltare i soggetti che fanno parte della scuola. E’ necessario approfondire la situazione di Chieri, conoscere la portata del disagio degli operatori e delle famiglie e quindi comprendere quali scelte politiche e amministrative sono possibili per fronteggiare questa situazione drammatica». Il partito di opposizione negli ultimi mesi si è preoccupato dei tagli alla scuola con visite e incontri negli istituti. E il quadro che hanno tracciato non è promettente: «Le politiche governative dei tagli alla scuola pubblica stanno mettendo in pericolo conquiste di decenni dal punto di vista della qualità e del servizio offerto alle famiglie e ai nostri ragazzi. Le testimonianze che abbiamo raccolto confermano che un biennio di economie hanno prodotto un sensibile deterioramento dell’offerta formativa». Secondo Olia, ai problemi vecchi della scuola come quelli strutturali e di sicurezza, si sono aggiunti problemi nuovi come le carenze di organico, classi più numerose o con continue minacce di accorpamenti, bilanci degli istituti scolastici che vantano crediti, anche di 100 mila euro, ormai non riscuotibili da parte del Ministero. Poi la capogruppo cita un’altra carenza, nota a Chieri perché molto discussa al liceo Monti: «I bilanci si reggono anche sul contributo “volontario” delle famiglie e che con quei fondi pagano l’ordinario funzionamento della scuola (carta, fotocopie, carta igienica) e non progetti aggiuntivi, come dovrebbe essere». Tutto ciò, però, sembra non aver provocato eccessive proteste e il servizio scolastico procede regolarmente: «Non siamo arrivati a una rovinosa guerra e a una caduta verticale della formazione erogata perchè dirigenti e insegnanti hanno coperto le carenze con il volontariato e dato fondo a tutte le risorse umane, finanziarie e creative». Ma dall’anno prossimo, secondo il Pd chierese, molti ammortizzatori organizzativi e personali non potranno più essere utilizzati. E sempre più famiglie subiranno riduzioni degli orari e dei servizi scolastici. Questa situazione di carenze potrebbe ricadere sui Comuni: «Gli enti locali saranno messi di fronte a una scelta: lasciare che i cittadini risolvano da soli questi problemi o mettersi una mano sul portafoglio, già molto svuotato, sostituendo lo Stato in un livello essenziale di assistenza come quello del diritto allo studio». Prima di prendere questa decisione è bene discutere insieme a chi nella scuola ci vive e lavora: «Ci saranno scelte strategiche da fare. Ci vuole un dibattito pubblico ampio e non il disinteresse generale. Chiediamo il consiglio comunale aperto perché non vogliamo far passare sotto silenzio la situazione grave della nostra scuola».
Data 2010-06-25 , Torna indietro
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