CORRIERE
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Dall’Abruzzo con tanta nostalgia

Legatissimi alla loro terra, gli immigrati ritrovano le radici nel coro folcloristico

Prosegue l’inchiesta del “Corriere” sull’immigrazione in città. Questa puntata è dedicata agli abruzzesi e ai molisani

NICHELINO - Monti, collina e mare. Non possono dimenticare le bellezze d’Abruzzo quanti hanno sacrificato alla ricerca di un lavoro quella regione dell’Italia centro-meridionale il cui territorio è per oltre il sessanta per cento caratterizzato da rilievi montuosi di straordinaria bellezza e per la parte restante da colline rigogliose che degradano fino a raggiungere i centotrentatrè chilometri di costa. «Penso che la nostalgia rimanga sempre – riassume per tutti Anna Maria Gregoriano, nata da padre abruzzese nel 1951 - Noi ancora torniamo praticamente ogni anno: durante le vacanze estive una visita al paese è tappa obbligata. Poi amiamo fare delle gite: a Castelli, famoso per la buona qualità delle ceramiche e al santuario di San Gabriele di Isola del Gran Sasso». La famiglia di Anna Maria è originaria di Civitella Casanova, comune che conta poco più di 2.000 abitanti situato a circa 400 metri sul livello del mare. «Si trova nella provincia di Pescara e ancora oggi la sua economia è legata principalmente ad agricoltura e pastorizia - spiega Anna Maria - Il primo a venire su, alla ricerca di un’occupazione, fu mio nonno, prima della guerra. Qui c’era una cognata, che era sposata con un carabiniere trasferito in Piemonte. Solo quando si fu sistemato lo raggiunsero mia nonna e mio papà». La dinamica dell’emigrazione non è in fondo cambiata negli anni. Partono gli uomini o le donne giovani, seguono mamme e figli. Confidando su un punto d’appoggio, per costruirsi poi la propria fortuna. «Ero venuta una settimana in vacanza, a casa di mia sorella che già abitava qui con il marito ed i bambini - racconta Vittoria Bomba, nata a Guardiagrele in provincia di Chieti - Sono arrivata il sabato, il lunedì già ho fatto le foto per l’assunzione». Guardiagrele è un borgo famoso, annoverato tra i più belli d’Italia. E’ sede del Parco Nazionale della Majella ed anche del Centro d’eccellenza per l’artigianato d’Abruzzo. Gli abitanti conoscono bene i segreti della lavorazione del ferro battuto, della ceramica, del rame, del legno e del tombolo ed eccellono nell’arte orafa. «Dovevo ancora compiere diciotto anni ma già avevo un mestiere - non faceva eccezione Vittoria - Ero tipografa. Per questo ho trovato lavoro il primo giorno, andando a fare la spesa al mercato». Era il 1960. «Sono passati 49 anni - fa il conto Vittoria Bomba - Mia mamma era contraria, avrebbe voluto che io tornassi a casa. Ma a me piaceva di più l’idea di rimanere e mi sono fermata qui». Sul lavoro Vittoria, che oggi canta nel gruppo folkloristico abruzzese- molisano, nato nel 1980, ha incontrato anche l’amore. «Ho conosciuto mio marito Renato in fabbrica, era tipografo anche lui: dopo dieci mesi di fidanzamento ci siamo sposati e, per fortuna, è andata bene». «I miei nonni paterni erano di Città Sant’Angelo, un paesotto di collina che dista una decina di chilometri da Pescara - ripercorre Rossella Camerano, residente in via Cimarosa - Durante i primi anni di guerra si trasferirono a San Vito Chietino, tra Ortona e Fossacesia: giù, verso il mare, si coltivava la vigna che, al tempo, fruttava più del grano ». Ha trovato buono quel vino di Amato Di Rienzo che, finito il militare, aveva conosciuto a Nichelino i cugini di Rossella e ne era diventato amico al punto di trascorrere con loro parte delle vacanze estive. «Venne da noi, proprio a casa mia. Ci siamo innamorati, sposati, e sono salita al nord anch’io ». Era il 1975 e Rossella era una giovane moglie catapultata in un contesto completamente diverso da quello in cui era nata e cresciuta. «Venivo da un paesino di tremila abitanti e Nichelino per me era una grande città – ricorda - Ero la sposina timida del quartiere: quando passavo davanti al bar sottocasa arrossivo» Poi sono passati 33 anni, sono arrivati tre figli maschi, un lavoro all’Asl di Moncalieri e Rossella nel quartiere Castello è diventata presidente di comitato. «L’Abruzzo mi è rimasto sempre nel cuore – conclude - Da 29 anni canto nel coro folkloristico abruzzese -molisano di cui sono anche segretaria: non ho perso le mie radici. Il terremoto di aprile ci ha investiti emotivamente come un’onda in piena. Con l’assessore Nora Merlo abbiamo fondato il comitato Pro-Abruzzo, è stato aperto un conto corrente e abbiamo sviluppato manifestazioni di solidarietà per raccogliere fondi da destinare alla ricostruzione di una scuola all’Aquila».

Data 2009-09-28 , Torna indietro

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