
BUTTIGLIERA - I suoi nonni partirono da Buttigliera in cerca di fortuna in Argentina. La nipote, invece, guida esplorazioni sulle Ande in cerca di tesori dell’archeologia. E li trova. Teresa Michieli in questi giorni e tornata nel paese degli avi e domani, sabato, il sindaco Roberto Bechis le consegnerà un’onorificenza nella sala consiliare del municipio (piazza Vittorio Veneto 3 dalle ore 21, con ingresso libero). Lei contraccambierà raccontando i suoi studi e le scoperte. Il nonno materno di Teresa, Edoardo Gramaglia, era nato in paese nel 1899, nella casa al 16 via Pautasso (oggi via Principe di Piemonte ). Dopo aver combattuto nella prima guerra mondiale (era uno dei “ragazzi del ’99”), nel 1924 emigrò in Sud America con la moglie Caterina Negro, originaria di Castell’Alfero. Prima Buenos Aires, poi a Mendoza, mettendo al mondo quattro figli e diversi nipoti, fra cui Teresa. L’archeologa oggi insegna all’università di San Juan, in Argentina, e dirige il “Museo di investigaciones arqueològicas prof. M. Gambier”, in cui sono conservati reperti di epoca incaica. È una delle massime esperte in materia, in particolare sulla conservazione di mummie antichissime recuperate sulle vette andine. «Siamo venuti a sapere di lei intorno a marzo – racconta il professore Elso Gramaglia, presidente della biblioteca – Ha ritrovato dei documenti attraverso cui è venuta a sapere delle sue origini buttiglieresi, così ha chiamato in municipio e l’allora sindaco Roberto Manello l’ha messa in contatto con me. Abbiamo scoperto di avere antenati in comune. Dovendo venire in Italia ospite di alcuni musei e università, da Milano a Bolzano, ha espresso il desiderio di visitare il paese del nonno e di tenere un incontro per condividere il risultato dei suoi 35 anni di studi». Nell’incontro di domani, oltre a ricevere il saluto del sindaco e il benvenuto di Gramaglia a nome del paese, la professoressa illustrerà gli studi compiuti su una mummia scoperta da alcuni alpinisti a 6.000 metri di quota sulle Ande. Risale a diverse migliaia di anni fa e pare sia il cadavere di un diciottenne vittima di un sacrificio umano. «Siamo orgogliosi. È la prima volta che Teresa viene in Piemonte, pur essendo stata diverse volte a Napoli per i suoi studi accademici – gioisce Elso Gramaglia – Speriamo che riceva una bella impressione dal paese. Il sindaco le consegnerà una targa ricordo e l’accoglierà con la fascia tricolore, mentre io le donerò un libro».
Data 2009-10-22 , Torna indietro
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