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Evasori di sei secoli fa

Archivi storici di Poirino, Cambiano e Andezeno Dal riordino emergono curiosita' e perle di cronaca

I chieresi volevano evadere le tasse dovute ad Andezeno. Ci volle una sentenza per sancire il diritto del paese, ma non si sa se riuscì ad avere quanto dovuto. Anche perché è passato diverso tempo: sei secoli suppergiù... Cominciano a emergere le prime chicche tra i faldoni impolverati degli archivi storici di Poirino, Cambiano e Andezeno. A rivelarlo è Acta Progetti, la ditta che ha vinto l’appalto per il riordino degli archivi dei tre Comuni. «Per ora il pezzo più antico l’abbiamo scovato ad Andezeno - svelano Daniele Codebò e Fabio Del Corpo -E’ una sentenza del 1400: il Comune di Andezeno prese posizione contro cittadini di Chieri evasori fiscali» Chieresi debitori di un’imposta alla comunità andezenese? E perché? «Ci sono anche i simboli, i segni tabellionari, dei notai che si sono occupati della controversia, ma al momento non sappiamo altro. Se dovessi ipotizzare, probabilmente erano tasse fondiarie». I lavori nei tre archivi sono iniziati da due mesi e procedono parallelamente. I primi manoscritti di Cambiano risalgono alla metà del 1500 «Ci sono dei documenti catastali del 1546 e degli ordinati di consiglio del 1562 - introduce Teresa Torricini referente per la Acta Progetti -Del 1600 appaiono atti di lite tra il Comune e i cittadini». Più antichi i documenti trovati a Poirino:«L’archivio è organizzato molto bene: era già stata fatta una prima schedatura nel 1800, decisamente attendibile -racconta - Rino Serra, volontario della biblioteca poirinese, l’ha curato per tanto tempo e anche adesso sta dando una mano. Uno dei ritrovati più antichi è datato intorno al 1400: tra poco andremo a scoprire i cosa si tratta. Ad Andezeno ne abbiamo scovati altri del 1450 e le liti tra i Balbiano di Chieri e il Comune nel 1600 per questioni di terreni». Tante infatti erano le sentenze catastali e i documenti redatti per ordinare i beni immobili dei paesi: «A Chieri, per esempio, la famiglia dei Villa tra il 1200 e il 1300 era incaricata dal Comune di riscuotere le tasse - racconta Codebò - Molto spesso nei paesi infatti veniva affidato a privati il compito di far pagare le imposte. Una parte del ricavato diventava il loro compenso. Situazioni simili c’erano anche negli altri paesi, ma non abbiamo ancora trovato documenti con i nomi delle famiglie coinvolte». Tra le tasse che sono andate evolvendosi era diffusa il "focatico" ovvero la tassa sul focolaio, che a partire dal Medioevo, veniva imposta su ogni focolare inteso come gruppo familiare, poi chiamata imposta di famiglia. C’erano le imposte basate sulle proprietà, il catasto di oggi. Tra le curiosità compare anche il primo archivista “freelance” di cui si abbia notizia:«A Cambiamo abbiamo trovato un inventario redatto intorno al 1930 da Leonida Capelli- specifica Torricini -Probabilmente si era occupato anche dell’archivio di Pecetto e di altri paesi dei dintorni, forse Pralormo e Carmagnola, ma non si hanno dati certi. Abbiamo analizzato l’inventario con Diego Robotti funzionario alla Soprintendenza e abbiamo verificato che purtroppo non è attendibile per le troppe omissioni. Molti dei documenti trovati, sono antecedenti questo inventario, come si dice: probabilmente Capelli ha dimenticato qualche libro nella penna ». Il processo di riordino e archiviazione è lungo e complicato. Cerca di semplificare le fasi Teresa Torricini: «La prima tappa è di schedatura dei materiali: copriamo i documenti con fogli A3 ai quali diamo dei numeri provvisori, in gergo li chiamiamo “camicie” - introduce l’archivista -poi c’è la schedatura, l’inventariazione che facciamo sul computer. Dopodiché, tutto passa al funzionario per la supervisione e infine vi è il riordino definitivo». Acta Progetti ha ipotizzato che gli archivi saranno pronti nella primavera prossima. «E’ un mestiere da certosino: si maneggiano pezzi unici ed è necessario metterci molta attenzione. Essendo manoscritti c’è anche un lavoro di decodifica e valutazione del restauro.- fa un esempio -I libri molto spesso venivano coperti da fogli di pergamena di scritti precedenti che venivano così riciclati. Talvolta le copertine sono più significative dello stesso documento che stiamo archiviando ». Interviene Daniele Codebò «Qualche tempo, a Chieri fa era stato trovato persino un romanzo medioevale sulla copertina di un documento. Ad Andezeno in questi giorni abbiamo rinvenuto documenti molto più recenti, ad esempio i registri di classe degli anni ’20 del NovecentoC’erano le note delle maestre, le lezioni con gli errori ortografici, i commenti alle marachelle degli alunni- sorride -E’ stato come rileggere un pezzo del libro Cuore di De Amicis...»

Data 2010-08-31 , Torna indietro

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