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Il volto di Mauro nella galleria di Praga

Arte: Il giovane architetto ama la sfida dei ritratti e sogna di vivere con la pittura

VILLASTELLONE - Ha imparato da solo ad usare pennello e colori ed ora, venticinquenne, Mauro Fassino espone due tele alla Galerie Brehova di Praga per una collettiva di artisti contemporanei italiani. L’evento, organizzato con la rivista Italia Arte, durerà fino al 27 agosto. Accanto alle opere di un centinaio di altri pittori ci saranno un autoritratto del giovane villastellonese, col viso nascosto per metà dalla sua mano, e un quadro con un primo piano della nipote e la sagoma della cognata sfumata sullo sfondo. «Ho pensato che per investire in cosa piace fare non c’è bisogno di aspettare la pensione» ammicca Mauro, che a giugno ha già esposto a Torino per la mostra “We camp” di Borgo Campidoglio. Laureato in architettura con 110 e lode, Mauro Fassino è al secondo anno di dottorato in Beni Culturali. Quando non dipinge, disegna in 3D sul computer per modellare la sala del Teatro Regio partendo da foto sfocate e da schizzi di Alfieri: «Si tratta sempre di disegno – abbozza sorridendo - Ma ciò che veramente vorrei fare nella vita è dedicarmi alla pittura». La passione è iniziata quando era bambino: «Genitori e maestre si stupivano perché disegnavo già a tre dimensioni. Adoravo fare ritratti: nessuno in famiglia mi sfuggiva». Autodidatta, ha iniziato con la matita e proseguito con sanguigna e acquerelli. I genitori han voluto che frequentasse il liceo scientifico e lui in cambio ha chiesto un corso di pittura: due mesi durante l’ultimo anno di liceo gli sono bastati, a lezione da Mario Tozzi, docente dell’Istituto Artistico di Torino. «Mi ha detto che avevo già delle buone basi – riprende Mauro – Mi mancava però la tecnica a olio, così con lui ho imparato a miscelare olio di lino e trementina. Mi sono cimentato con i volti dipinti da Caravaggio, facendo attenzione al rapporto tra luci e ombre». Con un quadro ha sbalordito la commissione d’esame della maturità esibendo l’ultima sua fatica, una copia della “Giuditta” di Klimt. Da allora non ha più abbandonato i colori a olio. Non dipinge in piedi di fronte a un cavalletto: sta chino sul tavolo della sua sala, circondato da tubetti di colore, sullo schermo del computer l’immagine ingrandita del soggetto da ritrarre. «Parto dalle foto, perché non è semplice trovare persone disposte a posare per ore», racconta mentre spennella di grigio l’ultimo lavoro, una statua del ponte Umberto I di Torino. Eppure, dipingere nature morte e paesaggi lo annoia: «I volti hanno un grado di difficoltà maggiore: basta un tratto sbagliato e vien fuori una persona completamente differente». Per completare questo ritratto mancano solo più un paio di dettagli: l’artista ama il movimento e non solo sulla tela: è maestro di sci di fondo a Pragelato e podista; in questa veste si è presentato al Palio dei Templari nella staffetta per il Borgo di Mezzo. E per il futuro cosa c’è in programma? Tra settembre ed ottobre sono già previste esposizioni in vari locali di Torino e cintura, ma il giovane pensa soprattutto a nuovi soggetti: «Mi piacerebbe ritrarre un nudo e sto facendo una sorta di indagine di mercato per capire quali quadri compra la gente. Vorrei provare anche pennellate meno precise. Qualche gallerista ha riscontrato questo mio aspetto in alcune opere e mi ha lanciato una sfida: provare ad uscire dai soliti schemi di pittura».

Data 2010-07-23 , Torna indietro

Commenti

23 Jul 2010, Angiola Cocco scrive:

Ammirata, desidero far pervenire a Mauro i miei complimenti, per quanto ha realizzato fino ad oggi, unitamente ai più sentiti auguri per i suoi progetti futuri!

03 Nov 2010, annalisa la grua scrive:

sono semplicemente entusiasta ed orgogliosa del cammino che Mauro sta intraprendendo, mio vicino di banco alle scuole medie ha sempre avuto qualcosa in più degli altri... i miei compimenti Maurino!!


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