CORRIERE
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Con "Quattro passi nel buio" infuria la battaglia per la vita

Del chierese Dario Michielin, storie sulla parte oscura che si cela nell’anima

CHIERI - Una passeggiata per entrare nel mondo notturno dell’autore. “Quattro passi nel buio” è il titolo del primo libro del chierese Dario Michielin, 24 anni, formato da quattro storie che percorrono il filo conduttore della ricerca della sopravvivenza umana. I personaggi di “Quattro passi nel buio” lottano per rimanere in vita. «E’ in questi momenti, quando uno è alle strette, che si tira fuori il peggio di sé, ed è di questo che parla il mio libro», commenta l’autore. Tra verità nascoste dietro il muro di un campo da basket, esperimenti compiuti mescolando il dna di misteriose creature trovate nei ghiacci e storie d’amore tra mondi paralleli, ci si addentra sempre di più nella fantasia nera del libro. «Quando scrivo è come se versassi sulla carta la parte oscura celata in me - analizza l’autore - Ogni racconto avvicina il lettore al mio mondo, in questo buio misterioso ». Ma da dove viene questo mondo? «Ho scritto il libro durante 7 messi trascorsi in Australia. Ero a Melbourne e guadagnavo qualche soldo facendo il lavapiatti in un ristorante italiano. Il lavoro non mi piaceva, spesso rimanevo 5 o 6 ore di seguito a insaponare e sciacquare stoviglie. Così cercavo di evadere con la mente. Creavo storie per far passare il tempo. Il primo racconto mi è venuto per caso. Parlava di 5 vite incrociate tra loro. Era ben articolato, così ho pensato di scriverlo. Durante l’elaborazione mi è venuto in mente il secondo. Ho pensato che, a quel punto, avrei potuto fare qualcosa di più impegnativo, così ho inventato le altre due storie. Scrivere per me è una droga: se comincio non riesco a smettere». Sensazione che Dario prova fin da bambino: «Mi divertivo a giocare da solo perché creavo nuove storie. Posavo l’orologio sul tavolo e facevo finta che fosse una cinepresa. Interpretavo tutti i personaggi. Stabilivo quanto doveva durare il primo e il secondo tempo, poi cominciavo. Crescendo diventa tutto più difficile: i giochi di una volta sembrano banali, si cerca un perché per tutto. Invece bisogna farsi guidare dalla fantasia. Il perché sta nel divertimento, come da bambini». Dario lavora in un call-center della Vodafone, aspettando di trovare qualche proposta migliore, e vive con il padre , Franco, presto tassista. La madre, Luisella Barison, è assistente sociale all’Asl, il fratello Umberto, sposato, è avvocato a Torino. Gli piace leggere, specialmente libri fanta-horror, montare filmati e guardare film. Come sogno nel cassetto vorrebbe continuare a scrivere e aprire una sua piccola casa editrice. Il suo futuro è ancora tutto da inventare e, come dice riferendosi ai suoi racconti, il divertimento sta proprio in questo. Dario, nei suoi libri, interpreta un po’ tutti i personaggi: «C’è una parte di me in tutte le figure del libro. Ogni volta che descrivo una sensazione provata da qualcuno sento di provarla anch’io. A volte addirittura mimo la situazione, come se fossi a teatro. Tra tutti chi mi piace di più è il protagonista della prima storia “Il muro”. E’ una persona reale, non il classico eroe forte che sa cosa vuole. Viene schiacciato dagli eventi, si trova a fare cose truci per rimanere in vita». Mentre scrive l’autore sa raramente come andrà a finire. «Non ho le idee chiare fin dall’inizio. E’ come se fossi un lettore anch’io. Se sapessi già tutta la storia sarebbe noioso. Man mano che compongo le mie storie mi vengono in mente possibili soluzioni, proprio come quando giocavo da bambino. Per questo mi piace scrivere ». Per farsi pubblicare ha trovato una casa editrice su internet che cercava opere di autori emergenti: l’Albatros- Il filo. Ha mandato il suo testo ed è stato accettato. «Non avrei mai pensato di essere pubblicato. Mi fa strano pensare che altri leggano quello che scrivo. Le uniche due persone che hanno sempre avuto accesso a questo mio mondo sono state mia mamma, che mi incoraggiava fin da piccolo, e una mia ex. Quello che mi ha fatto effetto è stato il giudizio della casa editrice. Mi ha snocciolato tutti i lati positivi e negativi del testo, a volte facendomi notare aspetti di cui nemmeno mi ero accorto. Comunque non mi hanno cambiato quasi nulla». Dopo questi primi quattro racconti la fantasia dello scrittore non si è più fermata. «Subito dopo il periodo a Melbourne sono partito con un mio amico tedesco per girare l’Australia. È stato uno dei miei momenti più felici. Dormivamo in spiaggia. La mattina facevo surf e il pomeriggio scrivevo. Mentre ero in acqua già pregustavo e pensavo a cosa mi sarei inventato. Non avevo il computer, così ho scritto tutto su due quadernetti spessi, a mano. E’ stato un lavorone. Il romanzo si chiama “L’insegnante”. Ci sono molto affezionato. Parla di quattro bambini, è ambientato nel 1997 e nel 2022. Sto provando a mandarlo a più concorsi. Nel frattempo sto creando un’altra raccolta di racconti sulla storia del diavolo. O meglio, l’arcangelo Samazai, come lo chiamo io. Comincio dalle sue origini fino alla morte, in un’evoluzione graduale della corruzione ». “Quattro passi nel buio” è disponibile su internet, come e-book, e alla libreria Edicolè di Vadò a Moncalieri oppure ordinabile tramite il gruppo Mursia nelle librerie. Costa 12,50 euro.

Nella foto Dario Michielin scrittore all’esordio.

Data 2010-03-31 , Torna indietro

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