
Raffaele Furgiuele “brucia” il Comitato acqua. Il Consiglio comunale approva la mozione dell’esponente di Chieri Futura e impegna il municipio a modificare lo Statuto per mantenere l’acqua un bene pubblico. Tutto mentre il Comitato chierese acqua pubblica attende di discutere la propria delibera d’iniziativa popolare, sottoscritta da 1600 chieresi proprio per intervenire sullo Statuto. [continua]
Data 2010-07-09 , Torna indietro
Il Pd cambia idea e frena sull’acqua pubblica. Dopo aver presentato un ordine del giorno per garantire il servizio idrico pubblico alla città, il gruppo di opposizione ora è dubbioso e non appoggia il Comitato Acqua. Il quale sta portando avanti la stessa battaglia con una petizione cui hanno già aderito centinaia di chieresi. [CONTINUA]
Data 2010-06-04 , Torna indietro
Il Comitato Acqua pubblica non si ferma. La petizione per la modifica dello Statuto comunale ha già superato la soglia necessaria (500 firme) ma la raccolta continua: «Siamo già a circa 800 – spiegano dal Comitato – Ma vogliamo proseguire per dare valore maggiore alla mobilitazione che dovrebbe portare a mantenere l’acqua come bene pubblico». [CONTINUA]
Data 2010-05-21 , Torna indietro
Al via la raccolta firme per far restare l’acqua potabile un bene pubblico. La petizione per modificare lo Statuto comunale comincerà venerdì 14 e durerà un mese: obiettivo 500 firme. E ogni fine settimana il Comitato chierese per l’acqua pubblica organizzerà iniziative sul tema. [CONTINUA]
Data 2010-05-07 , Torna indietro
Chieri si attiva per dire no all’acqua privata. La raccolta firme per modificare lo Statuto comunale dovrebbe cominciare tra l’8 e il 9 maggio e durerà un mese. E ogni fine settimana il “Comitato chierese per l’acqua pubblica” organizzerà mostre, concerti e dibattiti sul tema. [CONTINUA]
Data 2010-04-16 , Torna indietro
Il “Comitato acqua pubblica” cerca adesioni. E si prepara a raccogliere firme per promuovere la modifica dello Statuto del Comune. Il gruppo è nato dopo l’approvazione in Parlamento del decreto Ronchi che segna di fatto la liberalizzazione del sistema idrico: la legge obbliga dal 1 gennaio 2011 a bandire delle gare per assegnare a privati la gestione dei servizi pubblici come appunto l’acqua (ma anche gas, elettricità, trasporto ferroviario regionale). Le associazioni vorrebbero tutelare il servizio idrico in modo che resti un bene pubblico. E i primi passaggi sono la modifica dello Statuto di Provincia e Comune. Per questo è partita una campagna locale di sensibilizzazione che dovrà coinvolgere, oltre alle stesse associazioni, anche privati cittadini ed enti pubblici. Introducono Pier Giorgio Tenani, presidente de “Il Tuo Parco” e i ragazzi del Cubo: «L’acqua è un diritto e come tale deve essere garantito a tutti. Quindi affermiamo con forza che: il servizio idrico integrato non ha scopo di lucro; la proprietà della rete di acquedotto e distribuzione deve essere pubblica e inalienabile; la gestione dev’essere attuata esclusivamente attraverso enti o aziende interamente pubbliche; a ogni cittadino deve essere assicurato gratuitamente un quantitativo minimo vitale d’acqua al giorno». Per ora dicono no all’acqua privata più di cento privati oltre ad associazioni come “Il Tuo Parco”, “Il Cubo”, il Comitato “Qualità della vita - Amici del centro storico”, “Muoviti Chieri”, il Meet-up Chieri, Patchanka, la Comunità cristiana di base, il circolo di Rifondazione Comunista di Chieri e Cambiano, il Coordinamento No Tangest, Robe dell’altro mondo e il Movimento Decrescita Felice. Il costo di adesione è di 10 euro per i gruppi e 1 per i singoli. La prima mossa del Comitato sono la raccolta firme per la modifica dello Statuto provinciale in modo da precisare che l’acqua è un bene pubblico. Aggiungono i membri del Cubo: «Abbiamo iniziato lo scorso sabato: in un paio d’ore abbiamo raggiunto quota cento adesioni, con approccio spontaneo da parte di molti chieresi. Significa che tutti ritengono importante questa battaglia. Ciò ci fa ben sperare anche per la petizione per lo Statuto del Comune». Perché la mozione popolare arrivi in Consiglio sono necessarie 500 firme, come specificato alle associazioni dal segretario comunale Paolo Morra. E pensare che, per raggiungere il risultato della modifica dello Statuto, sarebbe bastato un voto favorevole in più in Consiglio: la mozione del Pd non è passata dopo l’astensione di alcuni consiglieri e il pareggio tra favorevoli e contrari. Le associazioni però non si preoccupano e puntano sul coinvolgimento popolare: «La politica non deve entrarci – riflette Tenani – Non è importante che la modifica non sia stata approvata adesso. Ciò che conta è che d’ora in poi si lavori tutti insieme per arrivare a un’approvazione del Consiglio». Informazioni: via fax (Il Tuo Parco 011/898.13.62), email: (info@iltuoparco.it - ilcentrocubo@ gmail.com) o per telefono (Piergiorgio Tenani 393-975.61.56 - Salvatore Calamera 338- 401.26.35).
Data 2010-02-12 , Torna indietro
NICHELINO - Prosegue il percorso sulla strada del risparmio delle risorse e della tutela ambientale. A breve la città si doterà di un “Punto acqua Smat”, ovvero un chioschetto per la distribuzione dell’acqua, naturale e gasata. Al progetto stanno lavorando da tempo l’assessorato all’ambiente Enrica Robioglio, gli uffici tecnici del Comune con Vito Giordano e i tecnici della Smat. Nelle prossime settimane saranno effettuati i primi rilievi per valutare il punto dove sistemare il primo chioschetto, dopo di che verranno avviati i lavori di installazione e la messa in opera del punto acqua. Tra un mese, al massimo due, Nichelino sarà dotata di chiosco. «Per l’assessorato si tratta di una importante iniziativa, negli solco degli indirizzi seguiti fino ad ora: rispetto delle buone pratiche, tutela dell’ambiente, incentivazione della raccolta differenziata e riduzione degli imballi – spiega l’assessore Enrica Robioglio – Il chioschetto va ad inserirsi in un progetto che per noi è cominciato con la campagna di sensibilizzazione sull’utilizzo dell’acqua “Ti voglio bere”, cui hanno aderito gli studenti dell’istituto Maxwell. Alcuni “water manager” (manager dell’acqua) hanno spiegato ai compagni di scuola, ma anche in alcuni incontri al mercato, che l’acqua dell’acquedotto è anche buona da bere, oltre che da utilizzare per gli usi domestici. Così i ragazzi hanno incentivato all’utilizzo del rubinetto a scapito di quella confezionata. Grazie all’installazione di un chiosco per la distribuzione dell’acqua proseguiamo su questo cammino, dando ai cittadini la possibilità di bere acqua buona, praticamente a costo zero, e ridurre il consumo di bottiglie in plastica. Al chiosco sarà in distribuzione acqua naturale, acqua naturale refrigerata e acqua gasata refrigerata – aggiunge Robioglio – L’acqua naturale non costerà nulla, mentre per l’acqua gasata si pagheranno 5 centesimi. I costi sono calcolati sulla bottiglia da un litro e mezzo. Se il progetto riscuoterà il successo che immaginiamo, collocheremo altri chioschi in diverse zone della città». L’obiettivo è quello di coprire un po’ tutti i quartieri, creando postazioni di erogazione dell’acqua comode da raggiungere: «Le caratteristiche principali dovranno essere facile accesso, facile transito con autovetture, perché immaginiamo che la gente verrà a servirsi direttamente con la cassetta delle bottiglie, e facile installazione – chiarisce l’assessore - Per risparmiare un po’ su quest’ultimo punto, valuteremo luoghi in cui siano già presenti collegamenti elettrici e relativo impianto ». Il punto acqua sarà attivo tutti i giorni dalle 8 a mezzanotte e la portata media erogabile di acqua refrigerata sarà di 180 litri all’ora. Per la fornitura gasata viene immessa nell’acqua, mediante un apposito saturatore, una dose di anidride carbonica che varia da 5 a 10 grammi per litro. La refrigerazione avviene mediante un circuito di raffreddamento. Il distributore sarà munito di gettoniere per monete di vario taglio e predisposto anche per schede prepagate. Nel “carnet” delle proposte dell’assessorato per la tutela dell’ambiente ci sono anche “casette” per la distribuzione del detersivo alla spina e del latte crudo. «Il Comune aveva lanciato un bando di gara, circa un anno fa, per la realizzazione di un chiosco di distribuzione del latte cui però aveva partecipato un solo allevatore e attualmente l’unico distributore funzionante si trova alla Coop – conclude Robioglio – Per quanto riguarda il distributore di detersivo abbiamo valutato il costo, attualmente troppo alto per le casse comunali, per cui sono allo studio soluzioni alternative».
Presto un chiosco per la distribuzione dell’acqua potabile.
Data 2010-02-02 , Torna indietro
Si costituisce il Comitato chierese per l’acqua pubblica. Le associazioni escono allo scoperto: dopo aver promosso da mesi la modifica dello Statuto del Comune e aver incassato la bocciatura della mozione sul tema presentata dal Pd, i gruppi chieresi decidono di scendere ufficialmente in campo dando vita a un Comitato. E’ appena stato approvato in Parlamento il decreto Ronchi che segna di fatto la liberalizzazione del sistema idrico: la legge obbliga dal 1 gennaio 2011 a bandire delle gare per assegnare a privati la gestione dei servizi pubblici come appunto l’acqua (ma anche gas, elettricità, trasporto ferroviario regionale). Le associazioni vorrebbero tutelare il servizio idrico in modo che resti un bene pubblico. E il primo passaggio è la modifica dello Statuto del Comune. Introduce Piergiorgio Tenani, presidente de “Il Tuo Parco”, uno dei gruppi chieresi che promuovono l’iniziativa: «Ci siamo resi conto che è arrivato il momento di uscire allo scoperto. Su questo tema c’è bisogno di essere concreti partendo dalla modifica dello Statuto (attraverso una petizione) e cercando di evitare la privatizzazione dell’acqua grazie anche ai paletti imposti dal Trattato di Lisbona». Per questo partirà una campagna locale di sensibilizzazione che dovrà coinvolgere, oltre alle stesse associazioni, anche privati cittadini ed enti pubblici. Intanto, a livello nazionale, la vicenda non sembra conclusa con l’approvazione del decreto Ronchi: c’è la possibilità di indire un referendum. «Ora, però, si deve muovere anche il Chierese - ragiona Tenani - Per questo abbiamo lanciato una campagna di sottoscrizione per entrare a far parte del Comitato. E’ possibile aderire ufficialmente sia come singoli che come gruppi ». Per ora dicono no all’acqua privata un centinaio di privati oltre ad associazioni come “Il Tuo Parco”, “Il Cubo”, il Comitato “Qualità della vita - Amici del centro storico”, “Muoviti Chieri”, il Meet-up Chieri, Patchanka, la Comunità cristiana di base, il circolo di Rifondazione Comunista di Chieri e Cambiano, il Coordinamento No Tangest, Robe dell’altro mondo e il Movimento Decrescita Felice. Continua Tenani: «Per adesso hanno aderito solo gruppi che si occupano di ambiente ma vogliamo allargarci alle parrocchie, agli scout e alle società sportive. Poi ci organizzeremo per farci conoscere allestendo un gazebo mobile che girerà per la città». Aggiungono i ragazzi del centro di documentazione “Il Cubo”: «L’obiettivo ultimo deve essere la presa di coscienza, da parte dei chieresi, dell’importanza dell’acqua come bene pubblico. Per questo chiediamo un impegno concreto da parte dei gruppi locali». Punta molto sul lavoro delle associazioni anche Alberto Rosso del Meet-up, gruppo che si ispira al movimento di Beppe Grillo: «Portiamo avanti da tempo questa battaglia a livello nazionale. E’ il momento di fare qualcosa anche nel Chierese cercando di mettere finalmente insieme le mille associazioni che abbiamo e che non sono mai d’accordo ». E pensare che, per raggiungere il risultato della modifica dello Statuto, sarebbe bastato un voto favorevole in più in Consiglio: la mozione del Pd non è passata dopo l’astensione di alcuni consiglieri e il pareggio favorevoli e contrari. Le associazioni però non si preoccupano e puntano sul coinvolgimento popolare: «La politica non deve c’entrare - riflette Tenani - Non è importante che la modifica non sia stata approvata adesso. Ciò che conta è che d’ora in poi si lavori tutti insieme per poi arrivare a un’approvazione del Consiglio più avanti». Si possono avere informazione e aderire all’iniziativa inviando un fax allo 011/898.13.62 oppure via mail a info@iltuoparco.it o ancora telefonando al 393-975.61.56 (Piergiorgio Tenani).
Data 2009-12-23 , Torna indietro
Acqua potabile: sì ai privati. Non passa in Consiglio comunale la mozione presentata dal Partito Democratico, nonostante il sindaco Francesco Lancione abbia votato con le minoranze. Il gruppo di opposizione chiedeva di modificare lo Statuto della città affinché il servizio idrico fosse tutelato, impedendo il passaggio alla gestione privata. Ma la maggioranza ha detto no. Facendo infuriare i giovani del Centro di documentazione “Il Cubo”. Da notare il curioso atteggiamento del Pd: ha presentato la mozione, ma nessuno dei suoi consiglieri ha preso la parola in aula per sostenerla. E’ appena stato approvato in Parlamento il decreto Ronchi che segna la liberalizzazione del sistema idrico: la legge obbliga a bandire delle gare per assegnare a privati la gestione dei servizi pubblici come appunto l’acqua (ma anche gas, elettricità, trasporto ferroviario regionale). Secondo le associazioni dei consumatori, questo passaggio farà lievitare i costi delle bollette. A Chieri alcune associazioni stavano già portando avanti la battaglia per modificare lo Statuto della città e tutelare l’acqua come bene pubblico e non economico. Il Partito Democratico ha deciso di farsi portavoce di questa richiesta in Consiglio: «Il nostro obiettivo era mantenere pubblico il servizio – spiega Manuela Olia, capogruppo del Pd – In realtà non conta tanto la gestione ,quanto la considerazione dell’acqua come bene primario e indispensabile. In quanto tale, non dovrebbe essere liberalizzato ». Nel testo dell’ordine del giorno i consiglieri hanno insistito proprio su questo punto, chiedendo che il Consiglio comunale si impegnasse a «riconoscere nel proprio Statuto il Diritto umano all’acqua e lo status dell’acqua come bene comune pubblico; confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà; riconoscere nello Statuto che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti ». Il Pd chiede al municipio di promuovere anche una cultura dell’acqua diversa dall’attuale: informazione sulla gestione del servizio idrico, promozione dell’acqua di rubinetto, sensibilizzazione riguardo al risparmio. Forse a causa dell’ora tarda, nessun consigliere prende la parola. La mozione passa direttamente al voto, quasi come fosse un’approvazione di routine. Tutti afferrano i telecomandi per la votazione e l’unico della maggioranza ad appoggiare il progetto è il sindaco. Nessun’altro lo segue: votano a favore i Democratici, Chieri Futura, Italia dei Valori e Lancione; contro Pdl, Udc e Gian Pietro Toaldo (Lega). Il risultato è undici pari. Ma bisogna aggiungere i quattro astenuti (Marina Arduino, Giuseppe Iannò e Laura Ronco della Lista Per Chieri e Tonino Sidari della Lega). E la mozione non passa. Così il sogno di molti chieresi svanisce: ad aprile “Il Tuo Parco” e altre associazioni locali avevano lanciato l’idea di far partire una raccolta firme che spingesse il Comune a prendere posizione. Tra queste anche il centro “Il Cubo”, che attacca entrambi gli schieramenti per la bocciatura della mozione: «In Consiglio si sono viste scene deludenti. L’opposizione non è stata capace di comprendere la battaglia che stava portando avanti e non ha coinvolto i chieresi e neppure chi già stava lottando su questo tema. La maggioranza, invece, non ha capito l’importanza di ciò che era stato portato in Consiglio comunale, astenendosi perfino dal dibattito». Concludono i giovani del centro di piazza Dante: «La richiesta era molto più rilevante di quanto la miope politica chierese potesse immaginare. Altri Comuni hanno riconosciuto l’acqua potabile come diritto universale. Chieri rimane indietro, soprattutto a causa della superficialità politica di opposizione e maggioranza».
Data 2009-12-11 , Torna indietro
NICHELINO - No alla privatizzazione dell’acqua. Il consiglio comunale sposa la mozione di Alessandro Azzolina (Sinistra per Nichelino) che si schiera contro il decreto Ronchi, approvato in via definitiva dalla Camera, sulla privatizzazione dei servizi pubblici, fra cui l’acqua potabile. La mozione, controfirmata dalla maggioranza, ha fatto il pieno di consensi anche tra i banchi dell’opposizione. «L’intento è quello di costituzionalizzare l’acqua come bene pubblico, svincolato da logiche finanziarie ed economiche – spiega Azzolina – La mozione impegna il Consiglio a riconoscere all’acqua lo status di bene pubblico e diritto universale inalienabile e il servizio pubblico integrato come un servizio locale privo di rilevanza economica». Ma cosa significa, in sintesi, privatizzare l’acqua? «In pratica si prevede l’entrata dei privati nel settore, con la cessazione della gestione del servizio da parte di società totalmente pubbliche, come la Smat, entro il dicembre 2011 - spiega Azzolina - Nel caso in cui il servizio venga affidato a società a partecipazione mista pubblico- privata le quote in mano ai privati non possono essere inferiori al 40 per cento. I servizi idrici saranno soggetti alle regole dell’economia capitalistica con il conseguente aumento dei prezzi». Intanto, in numerosi Comuni italiani si stanno promuovendo mozioni di questo tipo, non ultimo Torino dove un’iniziativa popolare sarà a breve oggetto di delibera. «Devono essere gli enti locali più vicini ai cittadini, Comune e Regione, a decidere come meglio garantire il pubblico accesso all’acqua, tenendo presente che in molti Paesi, dopo l’ondata di privatizzazioni del settore idrico, si sta operando una netta inversione di marcia: le bollette, infatti, sono aumentate vertiginosamente, il servizio e i controlli precipitati e gli investimenti per manutenzione e ammodernamento delle reti idriche sono diventati sempre più carenti. Un esempio su tutti è Parigi, che dopo 25 anni si riapproprierà dell’“acqua del sindaco”, non rinnovando il contratto con le multinazionali ». Il Consiglio si dovrà impegnare, ora, in una serie di iniziative che promuovano una cultura di salvaguardia della risorsa idrica. «La nostra azione non si esaurirà con la mozione - conclude Azzolina – Promuoveremo un incontro pubblico al fine di mobilitare la cittadinanza e le forze politiche sul territorio». Opinione condivisa dall’assessore alle risorse idriche Enrica Robioglio: «Sulla privatizzazione dell’acqua esistono interessi da molti anni di cui la gente sa poco o nulla – chiarisce – Sono assolutamente contro la privatizzazione di questo bene e a favore di una giusta informazione della cittadinanza».
Data 2009-11-30 , Torna indietro
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