Metamorfosi del Cavagnero
Il centro sportivo di Santena ha permesso a quasi 200 ragazzi di giocare a pallone
Quasi duecento ragazzi hanno potuto giocare a pallone e il quartiere ha ritrovato un punto di riferimento: da un anno il centro sportivo Cavagnero di Santena ha riaperto i battenti dopo una ristrutturazione molto faticosa: tre anni di tempo e quasi 350.000 euro.
Ne è valsa la pena? Sì, secondo Paolo Di Dio, direttore generale dell’Asd Santena 2014, che si è aggiudicata la gestione fino al 2039: «Con la ristrutturazione si sono creati nuovi spazi, con spogliatoi nuovi e capaci di ospitare più ragazzi, offrendo loro migliori condizioni per allenarsi e giocare».
La ristrutturazione, pagata interamente dal Comune, ha mantenuto la stessa quantità di campi, ma ha dato alla società la possibilità di avere nuovi servizi, come spogliatoi, ricavando anche un nuovo spazio riservato agli arbitri e un locale infermeria. Sono stati rinnovati i servizi igienici, ora accessibili ai disabili, e sono stati ridisegnati gli spazi del bar ristoro. E sul tetto ora ci sono pannelli fotovoltaici.
«La Trinità ci è mancata: non è stato facile fare tutto in via Tetti Agostino», commentava lo stesso Di Dio un anno fa. La mancanza, infatti, è stata molto più lunga dl previsto: l’appalto venne affidato nel 2021 con l’obiettivo di finire i lavori nel marzo 2022. Invece si sono messe di mezzo le difficoltà nel reperire le materie prime, l’aumento dei prezzi e un passaggio di proprietà in una delle due ditte appaltatrici.
Ora è tutto passato. Durante l’ultima stagione, la società ha contato 195 atleti tesserati. Qui nel quartiere Trinità giocano soprattutto le giovanili, mentre l’impianto di via Tetti Agostino è dedicato ai più grandi. E qui sta la novità: Santena ha di nuovo avuto una prima squadra nei campionati federali, che fa da stimolo per tutto il vivaio. Ha raggiunto i playoff della Terza Categoria, sfiorando la promozione.
«Ci riproveremo – promette Di Dio – Abbiamo preso Pirali, attaccante dell’Andezeno, mentre l’ossatura della squadra rimane la stessa. Puntiamo sulla promozione e far crescere i nostri ragazzi, con quattro o cinque giovani del 2006 che adesso faranno parte della prima squadra».
Il rinnovato centro Cavagnero è una parte decisiva in questa strategia: «Ci ha dato più tranquillità e ha migliorato le condizioni per i nostri giocatori, con spogliatoi nuovi, ad esempio. Ora abbiamo anche più tempo e spazio a disposizione per gli allenamenti».
Durante gli anni del cantiere, l’impossibilità di usare gli spazi del centro per eventi privati ha ridotto le entrate economiche della società e in alcuni momenti, è stato necessario l’intervento del direttivo per coprire alcune spese. Ora le principali spese del centro sportivo sono le utenze, pagate dal Comune oltre a un contributo annuo di 15.000 euro.
«Il Comune si fa carico delle utenze, dimezzando il contributo annuo – specifica Di Dio – Ci lascia totale autonomia per l’amministrazione del centro. Ci viene chiesto di dare una dozzina di date disponibili all’anno, ma ovviamente vengono prenotate».
Ad aiutare nella manutenzione e custodia del centro sono i volontari. «C’è qualcuno che ci dà una mano, ma non è un impegno costante. L’impegno lo prendono i membri del direttivo e ogni tanto ci aiuta anche qualche genitore. Accettiamo volentieri quando qualcuno ci vuole dare una mano».
La ristrutturazione ha anche aperto alla possibilità di realizzare nuovi eventi. «Abbiamo ospitato la festa dei borghi, mettendo a disposizione la cucina all’associazione Vivere. E poi l’Estate Ragazzi, che veniva già realizzato prima della ristrutturazione. In aggiunta alla festa dei borghi, che riproporremo, il prossimo anno faremo anche la festa della Trinità».
Il Cavagnero ospita anche celebrazioni private: «È un bello spazio, pulito e molto accogliente, siamo vincolati dagli allenamenti, ma a luglio, ad esempio, tutti i weekend sono stati impegnati».
Intanto, alcuni ulteriori miglioramenti sono già in discussione: «Nei nostri progetti c’è un campo sintetico. Ci aiuterebbe a svolgere gli allenamenti d’inverno, visto che i più piccoli patiscono le condizioni climatiche. Tuttavia il costo è abbastanza elevato, circa 200 mila euro, quindi dobbiamo parlarne con il Comune».