Croci anti-masche e ville neoclassiche tra Podio e San Felice
Anello delle tre cappelle
Partenza e arrivo: cappella di San Felice, Pino Torinese
Lunghezza: circa 7 chilometri
Altimetria: percorso collinare
Tempo di percorrenza: 1,5 ore
Questo itinerario parte dalla cappella di San Felice, in territorio pinese, e punta verso nord verso Pino Torinese, che però non raggiunge.
Ci si avvia dal triangolo di strade che racchiude la piccola cappella di San Felice (sentiero n° 257 della Collina Torinese, segnavia bianco-rossi), ma dopo pochi passi su via San Felice si imbocca sulla destra una strada sterrata che punta verso nordest e costeggia un vivaio (sulla destra).
Porta in via Podio (che nel primo tratto segna il confine tra Chieri e Pino): qui si svolta a sinistra, e si affronta una leggera salita.
Dopo non molto via del Podio fa prima una curva a 90° a sinistra, e subito dopo un’altra a destra: si tiene questa direzione senza imboccare strada Terrabianca, che prosegue diritta.
In questo tratto via del Podio (sentiero n° 35) è quasi rettilinea, e attraversa una zona di coltivazioni, con poche case. Si supera sulla sinistra via Solairano e si prosegue in salita fino ad arrivare alla piccola cappella del Podio, col suo piccolo campanile, fiancheggiata da cipressi maestosi.
La cappella “presidia” un trivio: si credeva che la sua sacra presenza tenesse lontane le “masche”, che proprio ai trivi erano abituate a incontrarsi per celebrare i loro sabba infernali.
Si resta su via del Podio e si prosegue verso Pino: su questo tratto si potranno vedere anche i segnavia del Cammino di don Bosco.
Proseguendo verso nord (sentiero n° 42) la zona si fa sempre più urbanizzata: siamo ormai alla periferia di Pino. E’ arrivato il momento di cambiare rotta e si fa quando, all’altezza di una villetta che ricorda uno chalet di montagna, si trova a destra la svolta di via Monterotondo (sentiero n° 250), che si imbocca in discesa.
L’itinerario viaggia sulla sponda sinistra del rio Vallero: fino all’altezza di via Tiziano (sulla sinistra) si cammina tra i muri di recinzione delle case, poi ci si trova nuovamente in campagna. Ed ecco avvicinarsi la terza cappella, quella dell’Ormea, nei pressi di una cascina d’impianto settecentesco. Qui la strada si chiama Valle Balbiana, e si avvicina al fondovalle: poco prima dell’innesto su via Roaschia la si abbandona per imboccare sulla destra una stradina che porta a via Montosolo. Ci si avvicina al rio Vallero, lo si costeggia per un breve tratto e poi ci si allontana, fin quasi arrivare all’incrocio con strada Roaschia. Però, sulla destra, c’è una strada sterrata che punta a sud, verso strada Vallero. A un certo punto si arriva all’asfalto: lì si svolta a destra, si scende nel fondovalle, si supera un modesto ponticello e subito dopo si volta a destra (strada Vallero inferiore), imboccando una leggera salita. La strada cambia nome diventa strada della Luigina, dal nome dell’omonima villa: subito prima, e poi all’altezza delle due curve successive, ci sono dei suggestivi punti panoramici. Il terzo è all’incontro con strada Moglia: qui si volta a sinistra (sentiero n° 257), si supera la purtroppo malridotta Villa Moglia, che prossimamente verrà restaurata recuperando la bellezza del suo passato neoclassico e, quando ci si trova con una “tampa” sulla destra e il laghetto del Bonafous di fronte, si gira a destra su via del Podio e in breve si torna alla cappella di San Felice, dove l’anello di passeggiata si conclude.