Lungo le carrarecce con vista sul lago
Dal centro di Arignano sulle colline tra noccioleti, campi e scorci panoramici
Circuito largo del lago di Arignano
Partenza e arrivo: chiesa parrocchiale di Arignano
Tempo di percorrenza: 1,5 ore
Lunghezza: circa 6 chilometri
Altimetria: alternanza tra salite e discese
Questo itinerario gira intorno al lago di Arignano ma, soprattutto nella seconda parte, non si avvicina molto alla riva. La partenza è dal centro di Arignano: c’è un comodo parcheggio in piazza Vittorio Veneto.
Spalle alla chiesa si imbocca a sinistra via Graffi, poi si scende a incontrare via Garibaldi che si lascia per imboccare sulla destra il sentiero n° 203 delle Colline Torinesi (segnavia bianco-rosso, strada del Lago).
Questo breve tratto passa a monte del laghetto per la pesca sportiva, poi sale verso il lago. Ma, appena dopo il cimitero, sulla sinistra si stacca una carrareccia che prima punta a sud, poi piega a destra ad angolo retto e scavalca il rio del Mulino, emissario del lago. Altra curva a destra e questa volta si va verso nord, fino a incontrare lo sbocco della diga del lago. Può essere utile avere appresso un binocolo, perché il lago ospita una interessante avifauna: con un po’ di pazienza è possibile fare avvistamenti interessanti e non banali
Si procede per un tratto lungo la sponda destra del bacino: si supera il lago e si arriva alla fascia boscata a monte dell’invaso dove, grazie al progetto Isola, sono stati realizzati stagni artificiali per favorire la riproduzione degli anfibi. Non si considerano i due bivi che si incontrano sulla sinistra e salgono verso Marentino, né più oltre quello che si incontra sulla destra e, oltrepassata la cascina Calcinera, porterebbe sull’altra sponda del lago e di lì verso Arignano.
A quell’incrocio si procede diritto, tenendosi sulla sponda sinistra del rio del Lago che qui è immissario (e per un breve tratto segna tra Arignano e Marentino un confine che poi prosegue attraversando il lago che, a rigore, dovrebbe essere chiamato “di Arignano e Marentino”). E’ una zona intensamente coltivata, tra prati, campi di cereali e noccioleti. Qui c’è anche una breve sovrapposizione con Cammino don Bosco (segnavia CDB), che collega la cittadella salesiana di Valdocco al Colle.
A un certo punto si scavalca il modesto corso d’acqua (passando al sentiero n° 200), si oltrepassa un pilone votivo intitolato all’Annunciazione, e poi si raggiunge l’estremità nord della frazione di Tetti Chiaffredo. Qui si imbocca in direzione sud la strada provinciale che attraversa il piccolo abitato, e, dopo le ultime case, si incontra a destra via Tetti Chiaffredo e a sinistra uno sterrato che risale il fianco della collina, fino ad arrivare a un culmine con un bel panorama a 360° sulle colline e i paesi circostanti.
Qui, sulla sinistra, si stacca una carrareccia che sale al Bric Maira (359 m): quando inizia a scendere c’è di nuovo una bella vista, in particolare su Mombello e Arignano.
Ormai siamo alle porte di Arignano: si passa a fianco di Tetti Giani, poi il percorso punta decisamente a ovest: si attraversa la provinciale, si imbocca strada del Pozzetto e in breve si torna al punto di partenza.