Trent’anni d’anagrafe
Patrizia Gervasi lascia il Comune di Poirino per la pensione
È stata il punto di riferimento per l’Anagrafe degli ultimi tre decenni. Il Municipio saluta Patrizia Gervasi, dipendente dell’area Servizi demografici appena andata in pensione. Poirinese, 65 anni, Gervasi ha lavorato per 11 anni in Comune di Santena, quindi ha ottenuto il trasferimento in mobilità a Poirino, dove per 31 anni si è occupata di demografici, stato civile, Istat ed elettorale.
«In questi anni è cambiato tutto – racconta Gervasi – All’inizio avevamo la macchina da scrivere con cui redigere i certificati o i cambi di residenza: ora si scrive tutto al computer e addirittura alcune pratiche dello stato civile, come la residenza, sono digitali».
Nel suo lavoro non ha dovuto soltanto compilare carte o file: molto importante è stato anche tenere i rapporti con i cittadini poirinesi: «Per tanti anni ho fatto attività di sportello e posso dire che le persone arrivano in Comune sempre un po’ prevenute, ma abbiamo comunque sempre avuto un ottimo rapporto perché si rendono conto che tutto quello che si può fare lo facciamo».
Una dinamica che si è accentuata negli ultimi anni: «Dopo il Covid le persone sono diverse: diciamo che la pandemia non ha fatto bene a nessuno. Sono più nervose e meno pazienti. Anche se devo dire che c’è sempre il massimo rispetto da entrambe le parti».
Tensioni che poi si risolvono: «La cosa importante è che vengano date spiegazioni corrette. Ci troviamo ad agire con pratiche importanti per i cittadini, ma con molti vincoli soprattutto per il reddito di cittadinanza o per i permessi di soggiorno. C’è nervosismo ma poi quando viene spiegato tutto, capiscono e ci ringraziano».
Un rapporto con i cittadini che Gervasi ha cercato di improntare sempre all’empatia: «Ho sempre cercato di mettermi nei panni del cittadino e ho avuto sempre un buon rapporto con tutti, anche con i sindaci che si sono susseguiti in questi anni».
Qual è l’episodio che ricorderà maggiormente di questi anni in Municipio? «Negli ultimi anni abbiamo lavorato spesso alla trascrizione degli atti di nascita per le pratiche di ottenimento della cittadinanza con lo ius sanguinis. Una famiglia argentina è venuta a Poirino perché volevano visitare il paese da cui era partito il loro trisavolo. Sono venuti in Comune e hanno chiesto di me, perché ero io che firmavo tutti i certificati di nascita che avevano ricevuto per la pratica e volevano conoscermi. Mi hanno regalato una bandiera argentina. Sono rimasta stupita, sono cose che non succedono tutti i giorni. Mi ha fatto molto piacere, vuol dire che il lavoro che ho fatto è stato apprezzato ».
Cosa farà ora che è in pensione? «Per prima cosa mi godrò maggiormente la famiglia: in questi anni passavo più tempo in ufficio che a casa. Poi in futuro penso che farò del volontariato: chi lavora nelle istituzioni poi cerca sempre di rimanere a contatto con la comunità e io non amo molto viaggiare quindi sarò qui a Poirino».