Sul filo della fune
Gli Alionti
Villastellone
Luca Botelho Silvestri  
18 Marzo 2026

Sul filo della fune

Tra i 15 Alionti di Villastellone, tirano anche le ragazze

Non è solo un gioco da sagra di paese. Il tiro alla fune è uno sport vero e proprio, con tanto di campionati federali, categorie e tecniche precise. E anche Villastellone ha la sua squadra: gli Alionti. Sono già una quindicina, tra i 18 e i 50 anni, e tra loro ci sono anche 3-4 ragazze. Sono quasi tutti di Villastellone, ma c’è anche un giocatore che viene dal Canavese. Si allenano due sere a settimana alla bocciofila del paese e a guidarli è il presidente Federico Marongiu.

«È uno sport di squadra a tutti gli effetti – spiega Marongiu, che abita a Baldissero – Anche se può sembrare solo una prova di forza, in realtà ogni atleta ha un ruolo ben preciso nella cordata e serve molta coordinazione» .

Le squadre gareggiano infatti in categorie di peso complessivo, come negli sport di combattimento: la più diffusa è quella degli otto uomini per 680 chili totali, ma esistono anche categorie miste e femminili su cui negli ultimi anni le federazioni stanno investendo sempre di più.

Uno degli aspetti più particolari del tiro alla fune è l’assenza di limiti d’età: giovani e adulti possono allenarsi e competere insieme, condividendo la stessa esperienza sportiva. L’unica distinzione riguarda la categoria under 23, pensata per i più giovani, mentre per il resto prevale l’idea di uno sport inclusivo, accessibile e fortemente legato allo spirito di squadra.

La gara si svolge su due tirate: le squadre si affrontano una prima volta, poi dopo una breve pausa si scambiano di lato e ripetono la sfida. Vince chi riesce a trascinare l’avversario di quattro metri oppure chi approfitta di eventuali falli tecnici. Se ciascuna squadra vince una tirata, la gara si conclude in pareggio. La durata può variare molto:

«Si passa da pochi secondi fino anche a oltre dieci minuti nelle competizioni di alto livello. Non c’è un limite massimo: se entrambe le squadre restano ferme troppo a lungo l’arbitro può far ripartire la tirata».

Contrariamente a quanto si può pensare, la forza pura non basta. L’altezza degli atleti incide sul posizionamento, con i più alti generalmente verso la testa della corda e i più bassi nelle retrovie. C’è il “capocorda”, che stabilizza la squadra in difesa, il bilanciere al centro che coordina il gruppo, fino all’“ancora”, l’ultimo atleta con la corda avvolta al corpo che chiude la cordata e controlla l’assetto generale.

«È uno sport basato molto sulle leve corporee, sull’equilibrio e sulla sincronizzazione – continua Marongiu – E coinvolge tanti gruppi muscolari. È stato persino definito più completo del nuoto perché combina forza, resistenza e lavoro cardiovascolare». Proprio per questo, pur essendo agonistico, resta accessibile anche a chi vuole praticarlo a livello amatoriale: «La forza si costruisce col tempo. All’inizio molti pensano di non farcela, ma è soprattutto una questione di tecnica e allenamento».

Ma come nascono gli Alionti? «Tutto è partito dal Palio dei Templari, quando alcuni ragazzi ci hanno chiesto supporto tecnico per la gara di tiro alla fune – racconta il presidente – Da lì è nato l’interesse e la squadra locale si è formata praticamente tutta da quel gruppo».

Originariamente la società aveva base nel Canavese, ma con il tempo l’attività si è concentrata su Villastellone, dove oggi si tengono allenamenti e iniziative. La squadra è affiliata alla FIGEST, la Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali, che permette di iscriversi ai campionati nazionali senza particolari vincoli di livello.

In Italia le squadre ufficiali sono circa una quindicina, tra cui gli Alionti. Esiste inoltre la distinzione tra tiro alla fune indoor – praticato al chiuso su pedana – e outdoor, quello storico su prato.

«All’estero spesso le due discipline convivono – spiega Marongiu – In Italia tendiamo invece a tenerle separate. Qui pratichiamo quello indoor».

Il tiro alla fune è una disciplina amatoriale, senza professionismo.

«Ognuno di noi ha un lavoro – racconta Marongiu, che nella vita si occupa di abbigliamento sartoriale maschile – Ma le soddisfazioni non mancano. Io ho avuto l’opportunità di gareggiare ai Mondiali 2023 in Irlanda sia con il club sia con la nazionale: esperienze che restano ».

Gli Alionti si allenano il lunedì e il giovedì, alle 21, negli spazi della bocciofila di Villastellone. L’attività è aperta a tutti: «Chi vuole provare può contattarci sui social e venire agli allenamenti. Più siamo, meglio è».Gli Alionti di VIllastellone durante un allenamento