Ma Scano apparteneva a chi negò la libertà di parola
Elio Acquaviva
Spett. le direttore,
l’articolo di Bassignana sulla morte del signor Scano, fascista dichiarato e convinto SS, pone due dilemmi che le pongo, e sul quale tutti dovremmo pronunciarci. Il primo: é giusto dare la parola (anche se indiretta, affidando le sue scelte di vita ad un periodico) a chi la libertà di parola l’ha fermamente negata, punendola anche con la morte (Matteotti è solo l’esempio più noto)?
Il secondo: nel caso il defunto riceva esequie religiose implica che la chiesa cattolica possa non tenere conto di una Costituzione che, vietando “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista” dia religiosa sepoltura ad un tenace esponente di quel partito (anche se camuffato sotto altra forma)?.
Cosa ne pensa?