Lettere e Opinioni
1 Aprile 2026

Macché feccia fascista Difendiamo il Cubo

Elio Limberti

Gentile direttore,

sono il fondatore del Laboratorio di Cultura Politica di Chieri. Ho letto il vs. articolo intitolato “Feccia fascista? Nulla di terribile” sull’ultimo numero del Corriere, dedicato ai cartelli contro il gazebo di Fratelli d’Italia a Chieri, di cui viene data responsabilità al laboratorio politico Il Cubo.

Ritengo che quanto trattato manchi di alcune considerazioni che cerco qui di sunteggiare.

1) La parola “feccia” è certamente dispregiativa e, se associata al termine “fascista”, accresce sinergicamente lo sprezzo. Non è, però, un insulto.

2) L’uso di “fascista” è frequentemente abusato. Nel caso specifico, però, occorre capire se è in coerenza o sia gettato lì, come molti usano “comunista” per dileggio.

3) Fratelli d’Italia è un partito fascista? La risposta netta è impossibile se con “fascismo” intendiamo quello storico. Molti suoi dirigenti vengono da movimenti neofascisti, molti esponenti di governo in gioventù sono stati in piazza con bandiere nere e bastoni. FdI deriva con travaso di dirigenti e militanti da Alleanza Nazionale con molti dirigenti di primo piano e che dicevano apertamente di essere in continuità con il fascismo storico.

An, a sua volta, era l’attualizzazione del Movimento Sociale Italiano e Giorgio Almirante, segretario nazionale, era stato Ministro di Salò, firmando il bando in cui i Partigiani erano indicati come banditi e passibili di fucilazione immediata.

Oggi FdI è al governo, questo lo affranca dall’essere o no fascista?

4) L’attuale governo si caratterizza come espropriatore del potere legislativo del Parlamento attraverso i decreti legge, spesso poi confermati con voto di fiducia. Se si somma questo ad altri dispositivi elettorali come le barriere di soglia minima elettorale nonché al meccanismo delle alleanze, temo che l’idea di democrazia (una testa, un voto) goda di pessima salute.

5) Lo slancio autoritario delle destre, in Italia e nel mondo, si diffonde sempre più, con esiti tragici: Palestina, Venezuela, Cuba, Iran simboleggiano l’azzeramento di valori di coesistenza pacifica che parevano assodati. La vocazione guerrafondaia si concretizza nel nostro Paese nei tagli ai servizi pubblici a favore di incrementi ai fondi per il bellicismo.

Lo scandalo mostrato da politici locali per l’attacco ai principi della democrazia a causa dei cartelli che parlano di “feccia fascista” ha del paradossale poiché essi non si pongono il quesito se FdI sia o meno fascista.

Vogliamo chiedere ai fratelli italici chieresi di rinnegare il fascismo ed allinearsi alla Costituzione e assumere l’antifascismo come valore imprescindibile della democrazia? Senza questo atto ogni affermazione in merito è lecita. Il costante sfilarsi da questo atto di rinnegazione del fascismo mi pare la dica lunga sulla loro effettiva inclinazione.

Da queste considerazioni è facile e coerente ammettere che “feccia fascista” sia di gusto discutibile ma vera nella sostanza e che gli attacchi al Cubo altro non siano che la copertura di irrilevanza politica a Chieri delle destre. E, cosa ben peggiore, che politici locali che amano ammantarsi di democrazia giorno e notte non vogliano vedere il tranello: difendere FdI a danno del Cubo è, questo sì, atto profondamente antidemocratico. Forse perché anch’essi vedono nel Cubo una spina critica fastidiosa.