Lettere e Opinioni
20 Maggio 2026
l’analisi di FRANCO BECCHIS

Che sciagura le reti ai privati

Una lezione amara di questi giorni di guerra è la seguente: Chi controlla le reti, gli incroci, le connessioni, controlla il mondo. Ce lo dimostra lo stretto di Hormuz uno snodo importantissimo per la circolazione delle navi che trasportano petrolio e gas, usato dall’Iran come mossa vincente nel ,conflitto in corso.
Questa lezione vale anche per la finanza, dove le reti spesso non sono fisiche, non c’è cemento o ferro nel network finanziario ma sono reti digitali. Chi le controlla controlla il mondo finanziario e su questo fronte l’occidente non è ancora ricattabile ma forse non per molto.. vediamo perché..
Abbiamo smesso da secoli di trasportare oro e denaro per pagamenti oltre confine: i fiorentini non amavano questo rischio e la lettera di cambio ha semplificato molto la vita dei loro commerci fra i paesi europei. Qualcuno depositava oro o denari in una banca fiorentina, riceveva una lettera di cambio, intraprendeva il viaggio ad Amsterdam, consegnava la lettera di cambio alla filiale locale, ritirava oro o denari, meno una commissione.
Avere uffici nelle capitali europee in grado di ricevere le lettere di cambio e trasformarle in denaro significava possedere una rete per incanalare i pagamenti internazionali, significava potere finanziario, protetto dal potere politico e militare.
Ancora qualche decennio fa per spostare il denaro da una banca all’altra la procedura telefonica era complessa e costosa. La semplificazione avvenne quando un club di 500 banche creò un sistema unificato a codice: lo Swift (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunications).
Quasi 150 trilioni di dollari fluiscono ogni anno nelle reti digitali terrestri, nei cavi immersi negli oceani, o nelle onde che passano nell’atmosfera.
Oggi vi sono tre reti che competono nel mondo per raccogliere, incanalare e distribuire i pagamenti internazionali. L’Occidente ha per ora la rete dominante, con Visa, MasterCard e Swift. Seguono la Cina e l’India con la loro rete di sistemi di pagamento. l’India in particolare con il suo sistema UPI connette finanziariamente più di 600 milioni di persone, contro i 100 milioni di Visa.
Come è noto l’occidente ha tagliato fuori dalla sua rete Swift la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. I russi, però, hanno incanalato i loro pagamenti nella rete cinese ,che è cresciuta proporzionalmente.
La competizione fra queste reti ha portato vantaggi sul piano dei costi per gli utilizzatori: ad esempio Swift ha dimezzato le proprie commissioni in una rincorsa che vede come front runner anche WhatsApp, con il suo sistema di pagamenti on-line a commissioni molto basse.
Il caso Swift ci ricorda il ruolo centrale che le reti hanno nell’economia. Non solo quelle fisiche, come le reti elettriche, del gas, dell’acqua, dei cavi in fibra ottica o in rame, ma anche quelle virtuali come le reti digitali. Uno dei più grandi errori commessi dai governi sotto l’influsso della febbre neoliberista degli anni 80 e 90 è stato quello di privatizzare le proprietà pubbliche, comprese le reti. In Italia questo errore lo stiamo pagando caro in due casi.
Il primo: con le autostrade privatizzate e consegnate alla logica della estrazione di profitti a tutti i costi, e le tariffe mai elastiche verso il basso (quando i flussi aumentano) ma sempre elastiche verso l’alto;
Il secondo: con la rete telefonica. Quando abbiamo privatizzato Telecom Italia, finita di fatto nelle mani francesi e gravata da ingenti debiti, ci siamo dimenticati di scorporare la rete e tenerla in mano pubblica in modo da garantirne la neutralità e l’accesso a tutti gli operatori. Così alla fine la rete telefonica è finita in mano a KKR, il gigante mondiale del private equity.
Per fortuna lo stesso errore non è stato commesso con le ferrovie e l’elettricità, dove rete in servizio sono scorporate, e la rete in salde (si spera) mani pubbliche.
Dallo stretto di Hormuz ai canali di pagamento internazionale e alla rete telefonica italiana passa la stessa lezione: chi controlla le connessioni controlla il mondo.

Economista, docente e saggista
francobecchis4@gmail.com

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