A sud di Rivodora l’acqua delle guie liberava la calce
Camminata
20 Maggio 2026
Anello del Pilonetto

A sud di Rivodora l’acqua delle guie liberava la calce

Cartografia: Guida n. 2 dei Sentieri della Collina Torinese, ed. Ente di gestione delle Aree Protette del Po piemontese, anno: 2007 (seconda edizione)

Partenza e arrivo: Rivodora, frazione di Baldissero

Lunghezza: circa 8 chilometri

Tempo di percorrenza: circa 2,5 ore

Percorso: collinare

Questo anello percorre una zona collinare, e si sviluppa a sud della frazione baldisserese di Rivodora. Subito a valle di Tetti Bertinetti, al termine della serie di curve e controcurve che portano all’abitato, si stacca una strada (interno di via Torino, sentiero n° 59 della Collina Torinese, segnavia bianco-rossi) che punta verso ovest.

Si ignora sulla destra la deviazione che porta a Tetti Paolòt, e si procede all’incirca in piano, col sentiero che progressivamente volge verso sud, si avvicina al rio Cantamerla e poi se ne allontana, girando alla base del Bric Castlètt (460 metri). La zona è boscosa: si passa accanto alla Rocca dei Pilastri, luogo di estrazione di pietre calcareee (attenzione, dalle pareti possono staccarsi dei detriti), e poi poco oltre si incontra una “guja”: serviva a raccogliere l’acqua piovana che, quando era in quantità sufficiente, veniva liberata in modo che, scendendo a valle, facesse affiorare le pietre usate per produrre la calce. La raccolta e la successiva lavorazione della pietra da calce era un’attività tipica di questa zona: forniva una materia prima fondamentale per le costruzioni, sia dei grandi palazzi torinesi sia della vicina basilica di Superga.

All’altezza della “guja” il percorso piega a sudest (si potrà anche incontrare la denominazione “sentiero della calce”), fino a passare nei pressi dell’agriturismo “Ai Gujet” e poi immettersi su via Superga, dove si volta a sinistra. Si scende verso il villaggio Paluc e il Bric del Pilonetto (e sulla strada si incontra una fontanella, sempre preziosa soprattutto col caldo): poi, nel punto in cui c’è un pilone a lato della strada, si lascia strada Superga per imboccare strada Bellavista (sentiero n° 50, ci sono anche le tacche con la sigla SCS del Sentiero Crea Superga).

Poco oltre si raggiunge la località “quattro strade”, toponimo di cui è facile intuire l’origine. Al quadrivio si seguono le indicazioni per il sentiero n° 55.

Qui bisogna fare attenzione: all’altezza del Bric Pietraforata (593 metri) bisogna voltare a sinistra, per imboccare verso nord il sentiero n° 54 che, all’altezza della Fornas Rol, punta verso nord.

Anche in questo caso bisogna essere attenti perché, arrivati a una biforcazione, ci si deve tenere a sinistra (sentiero n° 58): quasi subito si arriva a un bel punto panoramico che guarda verso sud, dove c’è la valletta del rio Setagn. Questa parte di collina è ricca di corsi d’acqua, che spesso non si esauriscono nemmeno nella stagione calda e alimentano micro-aree ecologiche di interessante biodiversità, con insetti, anfibi, rettili, piccoli mammiferi e uccelli.

Il sentiero prima va verso ovest e poi punta verso nord, disegnando una curva che in breve conduce al punto di partenza, dove l’anello si chiude.

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