Sotto la quercia del Barbarossa
Camminata
26 Maggio 2026
Anello di Andezeno

Sotto la quercia del Barbarossa

Sei chilometri facili sulle colline dalla rocca di Andezeno al Bric Andio

Partenza e arrivo: piazza Italia, Andezeno

Tempo di percorrenza: circa 1,5 ore

Lunghezza: circa 6 km

Percorso: collinare

Fonte: “Sentieri della Collina Torinese – Carta n° 3” (guida e cartografia 2021)

Il percorso risale la sponda sinistra del rio Santena, un corso d’acqua di portata modesta che, tuttavia, ha creato non pochi problemi ad Andezeno perché, a monte dell’abitato, riceveva le acque del rio Canarone. Quando però è stata riaperta la Gora del Tario il Canarone defluisce nella campagna e si collega al Santena molto a valle del paese, per cui non ci sono stati più problemi.
Si parte da piazza Italia, dove c’è un ampio parcheggio: al confine del giardino pubblico, su via Cesole, c’è una “Casetta dell’acqua” dove rifornire le borracce.
Si imbocca in salita via Roma, che porta verso il centro storico, poi si svolta a sinistra su via Coppi che si percorre fino in fondo, dove si collega a via Gassino (sentiero n° 223 della Collina Torinese, segnavia bianco-rossi): si cammina fino all’incrocio con via della Faiteria, all’altezza del campo sportivo.
Qui si passa su una carrareccia che si affianca al rio e si inoltra nella campagna: siamo nella zona che è celebre per la produzione della cipolla piatlin-a, dolce e delicata, e del cardo gigante cui quest’anno a ottobre sarà dedicata la 50ª edizione della sagra.
Col Bric Santa Maria (341 metri) sulla destra, si arriva a un incrocio a “T”: svoltando a destra si supera la cascina Fruttera, poi si ignora la stradina che si incontra sulla destra e si procede fino al pilone campestre di San Carlo.
Qui si volta a sinistra (sentiero n° 222) e si passa a nord del Bric Andio (385 metri), la cui cima si può agevolmente raggiungere, per godere del bel panorama sulle colline e sulle Alpi. In cima al Bric Andio cresce una quercia di dimensioni monumentali, conosciuta come “quercia del Barbarossa” perché, secondo la leggenda, cresceva già all’epoca in cui l’imperatore Federico II passò guerreggiando da queste parti. La leggenda vuole che dalle parti della quercia ci sia anche seppellito un tesoro che, al momento, non sarebbe ancora stato trovato…
A questo punto, se si punta a nord si percorre un tratto di crinale molto panoramico, fino alla “Big Bench” e al cimitero di Montaldo. Ma il nostro itinerario prosegue in direzione sud (sentiero n° 220), che prima scende verso i fondovalle e poi sale sulla collina di San Giorgio, dove ci sono il parco della Rimembranza (con due cannoni della Seconda guerra mondiale) e il cimitero. All’interno del cimitero c’è la cappella di San Giorgio, prima parrocchiale del paese, interessante esempio di architettura romanica.
Dal colle di San Giorgio c’è una bella visuale sul paese, che è particolarmente suggestiva verso il tramonto.
Dalla collina del cimitero si imbocca via San Giorgio, che confluisce in via Regina Elena e da questa in via Roma, fino ad arrivare al punto di partenza dove si chiude l’anello.

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