La prigionia di Alberizia
L'attivista di Albugnano faceva parte della Flotilla di terra diretta verso Rafah
Con un po’ di fortuna, grazie all’intervento del console italiano, forse Dina Alberizia, di casa ad Albugnano, ha fatto finalmente una doccia. E magari ha avuto un vestito di ricambio. Non è poco, quando sei prigioniera nella Libia più difficile, quella non riconosciuta dall’Unione Europea. Dopo giorni senza notizie, mercoledì sera il console generale d’Italia a Bengasi, Filippo Colombo, è riuscito a incontrare lei e l’altro italiano detenuto in una caserma della polizia della Libia orientale.
Più volte si è esposta e impegnata per la causa palestinese, fino al suo arresto nella recente spedizione della Flotilla di terra, costruita con la volontà di rompere l’isolamento di Gaza e attirare l’attenzione internazionale sulla situazione umanitaria nella Striscia.
Il servizio sul Corriere in edicola e in digitale da domani, venerdì 29 maggio.