La fuga dal consorzio non aiuterà i fragili
Guido Barberis
Egregio direttore,
la decisione di Pralormo, dopo Poirino, di lasciare il Consorzio Socio-Assistenziale del Chierese per aderire all’ambito di Carmagnola suscita preoccupazione e pone interrogativi sul futuro dei servizi destinati alle persone più fragili.
Da trent’anni i Comuni del Chierese collaborano per affrontare insieme le difficoltà del territorio. Il Consorzio ha vissuto anni complessi, ma proprio per questo oggi sarebbe necessario rafforzare la coesione, non indebolirla. Vale davvero la pena rinunciare a un percorso condiviso sulla base dell’ipotesi di un risparmio economico?
Come ricorda Papa Leone XIV (unico leader che mi sento di citare) nell’enciclica Magnifica humanitas: “Una democrazia non vive soltanto di criteri di efficienza, ma di un rapporto leale con la storia e con il bene comune”.
Anche nel caso Pralormo, vengono richiamate motivazioni economiche e organizzative. Tuttavia, nonostante le difficoltà, i servizi alle persone, seppure imperfetti, non sono mai venuti meno. Più che soffermarsi esclusivamente sui costi, occorrerebbe chiedersi quale sarà la qualità dei servizi garantiti ai cittadini e quale beneficio reale deriverà da questa scelta.
In trent’anni il consorzio ha costruito una rete preziosa di sostegno per famiglie, minori, anziani e persone con disabilità, anche con investimenti significativi proprio su quei territori (vedi Punto rete). Indebolire queste esperienze significa correre il rischio di penalizzare proprio chi ha maggiore bisogno di continuità e prossimità nei servizi.
Parlo anche per esperienza personale: sono familiare di una persona con disabilità, volontario da molti anni e componente del consiglio di amministrazione del consorzio. Per questo guardo con preoccupazione alla frammentazione del territorio in un momento in cui servirebbero invece collaborazione e responsabilità condivisa.
Ridurre tutto a una questione economica non basta. La qualità di una comunità si misura anche dalla capacità di tutelare i più deboli e di garantire pari opportunità.
La volontà di coesione è già stata espressa comunque dagli altri 25 Comuni del consorzio in una recente assemblea. Tutti desiderano ritrovare quanto prima, e conservare quello spirito originale di unità che ha caratterizzato questi trent’anni di lavoro comune.
Le difficoltà organizzative stanno progressivamente trovando soluzione e il prossimo 30esimo anniversario sarà l’occasione per rilanciare questo percorso.
Come volontari, insieme a figure come il Garante per la Disabilità istituita grazie alla legge 227 del 2021, continueremo a dare voce alle persone fragili e alle loro famiglie, affinché ogni scelta amministrativa metta sempre al centro i diritti delle persone e la qualità dei servizi, evitando decisioni che rischino di indebolire la rete di sostegno costruita nel tempo.
Geriatra, componente del direttivo del Cssac