Villa Monplaisir sospesa
Il futuro del complesso marentinese è finito di fronte al Tar
Villa Monplaisir a Marentino potrebbe diventare un polo formativo di livello universitario, per preparare specialisti per l’agricoltura sostenibile in Nord Africa. Questo è il progetto datato aprile 2025 presentato sul sito di Ipi, proprietaria del complesso alle porte del paese con una superficie totale di 217.000 mq.
Nella sua bozza di progetto, per il piano terra della palazzina storica Ipi prevede un ristorante, una hall per ricevimenti, e uffici; al piano superiore le camere per i docenti (22 posti letto). Nei locali nuovi, che in passato Fiat Isvor usava per i corsi per i manager, ci saranno aule, laboratori, una biblioteca-sala studio, sale polifunzionali, un auditorium da 200 posti, una palestra, un’aula per i docenti. Ci sarà inoltre una foresteria, per ospitare gli studenti (previsti 145 posti-letto).
Ma dalle intenzioni si potrà passare ai fatti? Per saperlo occorrerà attendere almeno sette mesi.
Infatti il 1° luglio il Tar del Piemonte ha respinto la richiesta di sospendere gli effetti della qualifica di “sito di interesse storico-artistico e storico-relazionale particolarmente importante”.
Ipi contesta la delibera di fine aprile, in cui la Commissione regionale attribuisce questa qualifica, e la nota dell’agosto 2025 con cui la Soprintendenza avviava un procedimento per gli stessi riconoscimenti. Il Tar non si pronuncia a favore o meno della qualifica, ne riparlerà nell’udienza fissata il 3 marzo 2027.
Il servizio sul Corriere in edicola e in digitale da oggi, venerdì 24 luglio.