Sfida tra le onde
Nuoto
Daniele Marucco  
2 Agosto 2026

Sfida tra le onde

Il cambianese Alessandro Uggè partecipa alla storica traversata a nuoto tra Bergeggi e Gallinara

All’alba le sue bracciate all’isola di Bergeggi quasi sfioravano un branco di tonni. Poi ha proseguito per altri 7 chilometri e percorso a nuoto il tratto di mare fino a Varigotti, nutrendosi soltanto con un uovo sodo, sali minerali e barrette energetiche.

Il cambianese Alessandro Uggè, 57 anni, è stato uno dei protagonisti di un’impresa straordinaria: per la prima volta un gruppo di tre atleti, tutti appartenenti alla Triathlon Savona, ha nuotato dall’isola di Bergeggi alla Gallinara in mare aperto.

Dei tre, soltanto Achille Tamburini, 59 anni, con diverse maratone natatorie alle spalle, ha percorso i 29 chilometri che separano i due parchi marini del Savonese. Uggè lo ha accompagnato nei primi 7 chilometri, poi è salito sull’imbarcazione di appoggio; più avanti ha provato a scendere di nuovo in acqua, però il dolore alle spalle era troppo intenso e dopo un chilometro si è dovuto accontentare di supportarlo dalla barca. Con loro

Alessandro Braggio, presidente della società di triathlon ligure, che ha percorso in mare gli ultimi 5 chilometri. Come vi è venuta in mente un’impresa del genere? «A dicembre, durante la festa di Natale del Savona Triathlon – sorride Uggè, che è istruttore e tecnico della società e anche collaboratore del Cus Torino – Nessuno ha mai unito a nuoto le due aree marine di Bergeggi e della Gallinara. Allora ci abbiamo pensato noi, forse per la prima volta».

In sette mesi i tre nuotatori hanno dovuto prepararsi sulle lunghe distanze. Uggè lo ha fatto nella piscina di Riva, dove è solito allenarsi, e dalla primavera in mare. «In questo caso eravamo proprio in mare aperto, a 5 chilometri dalla costa, e lì le condizioni sono diverse. Devi fare i conti con le onde e le correnti ed è necessario avere una barca che ti segua. Noi abbiamo scelto una giornata con condizioni marine perfette. Nella prima parte la corrente era abbastanza favorevole, poi trasversale e soltanto sul finire leggermente contraria».

Le temperature elevate dell’acqua li hanno costretti a nuotaresenza muta: «Per fortuna non c’erano meduse. Abbiamo messo tanta crema solare e la vaselina nei punti di massimo sfregamento». Logistica e attrezzatura sono state ottimizzate nei dettagli con barca di supporto, generi alimentari dedicati all’endurance e boe di segnalazione per nuotatori. Il rosso dell’alba illumina l’orizzonte e la partenza dei tre nuotatori dall’isola di Bergeggi. Le prime bracciate vengono accompagnate da un branco di tonni («sembrava quasi un pubblico venuto ad incitarci nella nostra impresa»). Il sole sale ed ecco comparire le scogliere strapiombanti di capo Noli, con il mare ancora libero dal passaggio dei diportisti. Ogni 30-60 minuti i nuotatori assumono sali minerali, carboidrati, mangiano una barretta o un uovo.

All’altezza di Varigotti, dopo 7 chilometri, Uggè accusa dolori alle spalle. È in acqua da 2 ore e 40 minuti. «Sono salito sulla barca e da lì ho seguito Achille come supporto. Più avanti ho provato di nuovo a nuotare per un chilometro, ma ho dovuto alzare bandiera bianca: non ne avevo più. Achille ha proseguito e ha completato l’impresa in 9 ore e 54 minuti, ad una velocità di circa 3 chilometri l’ora».

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