Il primo uomo non restò solo
Natalino Faletti
Gentile direttore,
il primo uomo avanzò verso il crinale. Era quasi in posizione eretta: i piedi poggiavano sul terreno e le mani si aggrappavano ai rami bassi degli alberi. Era coperto di peli, per fortuna, perché la palla del sole faticava ad avere ragione della glaciazione.
Già suo nonno, più peloso di lui, a volte si sollevava sul busto, ma in quella posizione si stancava presto: si trovava meglio, cioè, quando anche le mani toccavano il terreno.
Il primo uomo si avvicinò ad una polla di acqua e l’assaggiò; era gelata, sapeva di niente, ma era buona: sapeva di acqua.
Riprese a salire; afferrò delle bacche rosse, dolci ma insieme aspre, anch’esse buone. Anche suo nonno e altri esseri bevevano acqua e mangiavano bacche, da sempre, ma il primo uomo, a differenza del passato e degli altri esseri, trovò belle l’acqua e le bacche.
Raggiunto il crinale, il primo uomo vide, in basso, una conca dove gli arbusti lottavano con placche di ghiaccio che resistevano ai raggi tiepidi. Vide altri primi uomini che si aggiravano in posizione eretta, si avvicinò e non ebbe paura perché si rese conto che erano uguali a lui. Nemmeno gli altri ebbero paura perché lui era uguale a loro.
A suo nonno e ad altri esseri capitava di vivere in gruppi, e questo li faceva sentire sicuri, ma ai primi uomini il fatto di essere tanti e uguali, novità rispetto al passato, diede gioia.
Raccolsero rami con i quali chiusero la bocca della caverna in cui si raccolsero per dormire senza sentire freddo, e il primo uomo era con loro.
Anche a suo nonno e ad altri esseri capitava di dormire vicino ai propri simili, ma i primi uomini aspettando il sonno si guardarono e, a differenza del passato, scappò loro un sorriso.
Gentile direttore sono solo fantasie, ma sono certo che il primo pensiero che ha accompagnato l’uomo sin da quando si è affacciato sulla terra, prima di ogni ideologia e di ogni religione, è stata una domanda: credo che il mio vicino sia uguale a me oppure non ci credo?
Dalla risposta discende tutto, dall’inizio dei tempi sino a questo mondo martoriato.