Chieri sfila per la Liberazione (Video)
Uno dei cortei più partecipati degli ultimi anni. Ma non mancano le critiche
Uno dei cortei della Liberazione più partecipato, con almeno 300 persone.
I giovani ad aprire la sfilata e i più anziani dietro. In mezzo, le istituzioni.
Oggi si è tentato un 25 Aprile nuovo, sulla scia di quello dell’anno scorso che ha visto la partecipazione dei giovani come punto focale: «L’organizzazione di questo corteo è stato un teatro condiviso – commenta il sindaco Alessandro Sicchiero – Si può sempre fare di meglio dialogando, ma quest’anno si è confermato un 25 aprile molto bello e partecipato».
I cambiamenti sono stati tre: i giovani davanti, solo una breve sosta commemorativa al monumento dei Caduti in piazza Duomo: gli interventi istituzionali davanti al Comune e non più in piazza Cavour, anche se è in quest’ultima che il 19 aprile 1945 era stata annunciata la Liberazione di Chieri dal nazifascismo. Si tratta di un compromesso tra le richieste di rinnovamento del gruppo Giovanile Antifascista Chierese e la determinazione di Anpi e associazioni storiche nel mantenere le tradizioni. «Per i prossimi anni continueremo a chiedere che non si faccia nemmeno una commemorazione davanti al monumento dei Caduti, poiché questo ricorda i morti di tutte le guerre, anche quelle fasciste, e non solo i partigiani a cui invece è dedicata la festa», spiegano i giovani chieresi.
Ma i tradizionalisti non concordano: «I Caduti vanno rispettati sempre, soprattutto perchè molti di loro sono stati obbligati ad andare in guerra», commenta Elda Gastaldi, presidente dell’Anpi.
Eppure la novità che ha generato più malumori è stata un’altra: «Il corteo è stato di nuovo snaturato, come l’anno scorso – commenta Antonio Zullo, consigliere comunale di minoranza della Lista X Chieri – Ci sono delle regole e dei simboli: davanti la banda e le istituzioni con il tricolore, dietro tutti gli altri con qualsiasi bandiera si voglia». Insieme a lui, sono delusi anche gli Alpini che camminano in coda alla sfilata: «È stato mal organizzato: da qui non sentiamo quello che dicono davanti e potremmo non essere d’accordo». E aggiungono: «Non sapevamo che il corteo del 25 aprile fosse così variopinto: ci sono bandiere fuori tema». In alto alla sfilata sventolano infatti stendardi lgtbq+ e bandiere della Palestina: «Questa giornata ricorda un’oppressione razzista, quella del nazifascismo, ed è importante attualizzarla – replica Elio Acquaviva nel comitato di Cambiavento, sventolando insieme ad altre sei persone un’enorme bandiera palestinese – Il medesimo fatto, anche se in forma diversa, sta accadendo ora in Palestina, perciò non c’è occasione migliore per ricordalo».
Zullo non è convinto: «Mi ha turbato che non ci fosse nemmeno una bandiera dell’Italia».
I giovani in testa al corteo appaiono invece entusiasti. Sono rappresentati da associazioni come il “Treno della Memoria” e “Libera Chieri”: i giovani catano, la Filarmonica suona, quasi in una sorta di competizione con difficoltà e sovrapposizioni. «L’organizzazione è stata complessa, comunque armoniosa – commenta Filippo Savio degli “Antifa” – Siamo soddisfatti, eravamo davvero tanti».
Eppure anche tra loro c’è chi percepisce un corteo spezzato: «Da un lato fa effetto vedere così tanti ragazzi come me, vuol dire che a Chieri ci stiamo mobilitando sempre di più – commenta Samuele Atzeni, educatore del Treno della Memoria – Però secondo me potevamo essere anche mischiati con le associazioni più storiche, non ci deve essere per forza una divisione tra generazioni».
Insieme a lui, Anna Longin: «La sfilata sembra scomposta, vorrei invece che la giornata si sentisse più collettiva».
Io l’ho trovata invece giovane e viva. Davvero non siete contenti che il testimone della resistenza passi finalmente ai giovani? La sfilata era bella e composta e che la parte istituzionale fosse al centro dovrebbe essere un vanto e non un fastidio. Ricordo che giovani e giovanissimi erano i partigiani, forse bisognerebbe gioirne invece di esserne infastiditi. Io,che ero al corteo ,ho pensato che fosse una scelta istituzionale e invece vedo che non solo non lo è stata ma si avverte un certo fastidio. Peccato,davvero.
È bello e importante che alla testa del corteo del 25 aprile ci siano giovani donne e ragazzi, ci siamo dispiaciuti per anni della scarsa partecipazione dei giovanissimi, ora ci disturba? Quanto alla variegata presenza di bandiere e simboli di altre lotte, di altre discriminazioni, non rinchiudiamoci nella stretta tematica rievocativa, il 25 aprile e’giorno di liberazione di tutte e tutti