Un canale per la Palestina
Dina Alberizia
Castelnuovo Don Bosco
Riccardo Marchina  
13 Giugno 2026

Un canale per la Palestina

Domani una serie di eventi a Castelnuovo con un collegamento dalla Cisgiordania e la vicinanza a Dina Alberizia

La guerra e la cucina, gli sfollati e i palloni di calcio: si stanno intrecciando relazioni fra Castelnuovo e la Palestina. Domani, domenica 14, alle 16,30 nella sala consiliare di via Roma 12, si terrà il recital “Come mani umide nella farina”, accompagnato da un collegamento diretto dalla Cisgiordania.

La promuove una realtà nata poco più di un anno fa: il gruppo Castelnuovo per la Palestina, che punta ad approfondire la conoscenza e costruire forme concrete di sostegno alle comunità che vivono nei territori occupati. Riunisce 41 persone, di cui fa parte anche Dina Alberizia, la albugnanese della Flotilla detenuta in Libia.

«Vogliamo cogliere questa occasione per ricordare Dina Alberizia e chiedere con forza che lo Stato italiano faccia tutto il possibile per ottenerne la liberazione» anticipa Peter Greenwood, referente del gruppo.

2 risposte a “Un canale per la Palestina”

  1. Marina Caramello ha detto:

    Grazie per queste iniziative! Faccio parte del gruppo torinese di ex colleghe di Dina. Ci stiamo attivando con tutti i mezzi, istituzionali e di comunicazione, per la liberazione di Dina, Domenico e gli altri attivisti illegalmente detenuti in Libia. Sono persone di pace, inermi, sequestrate in una struttura clandestina. Il governo italiano ha il dovere di tutelarli e liberarli. Non lasciamoli soli!

  2. Anna Bartoli ha detto:

    Grazie per questa attenzione alla nostra Dina. Non fermiamoci,continuiamo a fare pressione per la sua Liberazione e quella di tutti gli attivisti sequestrati in Libia. A Torino il Sindaco si è impegnato pubblicamente,e attendiamo un ordine del giorno condiviso per il prossimo Consiglio Comunale,come è stato fatto dalla Regione Puglia.l L’ulteriore dilazione di 30 giorni per l udienza per decidere la sorte dei componenti del convoglio umanitario oggi detenuti illegalmente ci riempie di angoscia e preoccupazione.

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