Lettere e Opinioni
16 Settembre 2026

Cento lire senza America

Natalino Falletti

Gentile direttore

non succede spesso, ma capita di trovare spunti di riflessione dove meno te li aspetti. Da un vecchio motivetto, ad esempio, nel quale il mio cervello si è rifugiato per disintossicarsi dalla ferocia del mondo: “Mamma mia dammi cento lire che in America voglio andar! Cento lire io te le do ma in America no no no!”

In questa canzone popolare di fine Ottocento la voglia di libertà e di futuro della figlia si scontrava con le paure della madre e nella tenzone la mia simpatia andava alla ragazza. Anche in famiglia, d’altronde, c’era chi non vedeva male la partenza: “I fratelli alla finestra mamma mia lasciala andar!”.

La ragazza manifestava segni di insofferenza, ma va detto che la vita in campagna era quello che era: il padre si svegliava alle quattro del mattino, andava a coltivare la terra poi c’era la stalla e la sera, alle prime ombre, l’uomo si schiantava nel letto e si addormentava russando.

Anche la madre si alzava alle quattro, accendeva la stufa poi c’erano la casa, il cortile, l’orto, le galline, i conigli, il camino, il bucato, la cena; poi si coricava accanto al marito che già dormiva e, congiunte le mani screpolate e callose, rivolgeva una preghiera alla Madonna e distendeva le rughe intorno alla bocca accennando un bacio di devozione; infine si addormentava anche lei.

Così, tutti i giorni.

La figlia non voleva rovinarsi le mani né la pelle, non voleva quella vita; il sabato si inondava di borotalco, lustrava i denti con il bicarbonato, si massaggiava il viso e poi giù, in piazza, dove Berto faceva il gradasso con gli amici ma quando guardava lei, arrossiva. Un vago sentore di sudore e di stalla rimaneva però addosso a Berto, mentre in America chissà…

Un paesano andava e veniva in stagione, faceva il guardiano di mandrie e mandava i soldi ai suoi che mettevano su casa e terreni. La ragazza lo aveva saputo; è vero che l’uomo andava in Argentina, ma in America chissà…

Per questo la ragazza scalpitava e io ero con lei.

Oggi qualcosa è cambiato: se fossi al posto della figlia, penso che oggi io asseconderei la reazione della mamma: prenderei le cento lire e andrei a godermi l’estate a Rimini, dove sanno come coccolare gli ospiti; all’America, casomai, tornerei a pensare fra qualche anno… Ma solo quando un nuovo motivo si sostituirà nella mia mente, forte come le graffianti urgenze della Gianna nazionale: “Fammi volare lei le mani sui fianchi come fosse l’America”.

Chi l’avrebbe mai immaginato, gentile direttore, che tutto mi partisse da un motivetto senza pretese!

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