Dateci le regole per poter morire
Lettera firmata
Gentile direttore,
il Veneto ci ha dimostrato che il diritto alla libertà di scelta nel fine vita non appartiene a un partito e neppure uno schieramento politico. Grazie alla libertà di scelta data ai suoi consiglieri regionali, la coscienza individuale è prevalsa sugli ordini di partito e sulle ideologie e la legge è stata approvata com’era già successo in Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna.
E’ molto importante la convergenza trasversale, perché ora anche in Piemonte si stanno muovendo aperture e impegni tra le forze politiche: possiamo sperare che finalmente si passi dalle parole ai fatti.
Voglio ricordare che l’aiuto medico alla morte volontaria è già legale in tutta Italia, quindi anche in Piemonte. Il Parlamento, purtroppo, finora è rimasto sordo alla necessità di emanare una legge, ma le sentenze della Corte Costituzionale hanno colmato in parte questo vuoto.
Continua a mancare soprattutto una legge che disciplini l’organizzazione del Servizio Sanitario Regionale, definendo le procedure per la verifica delle condizioni delle persone che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. Soltanto così si può passare dall’apertura della Corte Costituzione alla concreta attuazione. Le circolari emanate alle Asl non sono sufficienti a garantire tempi ragionevoli di risposta: per questo serve una legge.
L’associazione Luca Coscioni i13 ottobre depositerà in Consiglio Regionale le firme dei cittadini piemontesi per sbloccare l’attesa e avviare l’iter legislativo.
Non devono più succedere le sofferenze inutili di donne e uomini come Domenico, che in Lombardia, nonostante le linee guide emanata dalla Regione, ha dovuto attendere 290 giorni prima di vedere adempiuto il suo diritto.