Il macchinone e la bicicletta Così si mostra chi ha prestigio
Daniele Orla
Buongiorno direttore,
la morte del bambino di 7 anni investito a Torino in bicicletta ci risbatte in faccia una tragica realtà: nei paesi sudeuropei – non solo in Italia – non esiste una cultura ciclistica.
Basta invece farsi un giro nei Paesi del nordeuropa – Olanda, Danimarca, Norvegia. Svezia, Finlandia – per capire come, da decenni ormai, la gestione del traffico riservi la massima attenzione alle due ruote: non solo tante e tante piste ciclabili (quelle ormai ci sono anche qui), ma soprattutto grandissima attenzione e rispetto per i ciclisti da parte degli automobilisti, predilezione per il mezzo ciclistico rispetto a quello automobilistico.
Là si vedono andare in bicicletta non solo il ragazzino e lo studente, ma anche il professore, il direttore di banca e d’industria. E nessuno se ne vergogna. Mentre invece qui da noi chi ha una certa posizione sociale si sentirebbe sminuito se non andasse a lavorare con il grosso macchinone. Questione di mentalità. E la mentalità è la più difficile da modificare.