Chieri innamorata dei coniglietti – mosaico
Svela qualcosa di sé, ma non la propria identità, l'artista di strada che decora i muri della città con le proprie opere
Con i loro occhietti vispi e dolci sembra che ti osservino passare. Sono coniglietti realizzati con piccole tessere di mosaico: regalano ai chieresi messaggi d’amore con piccoli cuori rossi, pillole d’arte con citazioni di grandi artisti, sguardi di colore. Chi li ha visti “spuntare” negli ultimi mesi sui muri più grigi del centro, ora tiene gli occhi aperti per scoprirne sempre di nuovi. Al momento sono una trentina. E in tanti ora si chiedono: ma chi è l’artista che li realizza?
A svelarlo, almeno in parte, sono i social. Si chiama Mr Duckbill e sul suo profilo Instagram (@mr_duckbill_art) racconta bene il suo Rabbit Project. Ma non dice nulla sé. Al Corriere racconta però qualcosina e spiega perché ha deciso di non mostrarsi ancora al pubblico. “Mi piace poter osservare la gente che guarda i miei coniglietti, vedere quando riesco a strappar loro un sorriso, soprattutto quando si tratta di bambini. Se tutti sapessero chi sono non avrei più la libertà di girare per Chieri per individuare i luoghi dove metterli e poi andare a piazzarli”. Mr Duckbill ha una quarantina d’anni, vive nel Castelnovese e lavora a Chieri nell’ambito della comunicazione.
Perché scegliere questo nome?
L’ornitorinco ha tante anime diverse, un mammifero col becco d’anatra, ma con la coda… Come si diventa street artist? Da piccolo mi piaceva disegnare. Con l’adolescenza ho messo da parte questa passione, poi ho recuperato con studi artistici dopo le superiori. Amo l’arte in generale e in particolare la street art. Ho immagazzinato tantissime idee, ma mi mancava il coraggio di esprimerle.
Poi ce l’ha fatta.
Ho iniziato a dipingere quadri a tema pop, con tecniche miste: soggetti digitali, colori acrilici, bombolette, stencil, un po’ in stile Banksy. Ho iniziato a esporre in alcune gallerie in Italia, ma è un mondo piuttosto complicato. Cercava qualcosa di diverso. In questo mio giocare con l’arte, ho iniziato a lavorare coi mosaici. Ma mi mancava qualcosa che fosse riconoscibile e potesse incuriosire.
Poi arriva un piccolo personaggio.
Mi piaceva l’idea della perenne ricerca di qualcosa del coniglio bianco che guida in Alice nel Paese delle Meraviglie. E poi ho pensato che questo piccolo personaggio potesse portare qualcosa di carino e tenero in luoghi “consumati” dal tempo. Ho iniziato a mostrarli da febbraio.
Cosa fanno i suoi coniglietti?
Osservano, sbucano fuori da qualche parte, creano un corto circuito visivo dove ci sono solo cemento e asfalto: bastano poche tesserine di vetro per far divertire i bambini e staccare le persone dai cellulari.
Perché il mosaico?
Mi sono ispirato all’artista francese Invaders che tappezza Parigi con i suoi mostriciattoli Anni 90. E poi così non imbratto muri: diciamo che regalo qualcosa alla comunità…
Quanti ne ha già piazzati a Chieri?
Una cinquantina, ma la metà sono già spariti. E spesso vengono rovinati, ma fa parte del gioco. Li metto al piano strada perché sono piccoli (in genere 21×21 centimetri) o non si vedrebbero. Per farne di più grandi avrei bisogno di autorizzazioni dai proprietari dei muri…
Dove li ha messi?
All’inizio di via Roma, nel piazzale Quarini, nel parcheggio tra il Vittone e il San Silvestro, in via della Pace, in via Morano in via Campo Archero, nel piazzale Robbio e anche in viale Diaz e vicino all’asilo di via Guarniero… Il gioco è anche trovarli. Un giorno ho sentito un signore che diceva che girava tutta Chieri per scovarli con il figlio… Sto lavorando per fare poi una mappa interattiva.
E quando va a posizionarli?
Camminando la sera, mi muovo con discrezione…
Da cosa si fa ispirare?
Dai fumetti, come quello di Spiderman, ma anche da artisti come Vermeer e la sua Ragazza con l’orecchino di perla (quello di via della Pace, ndr.). Per molti seguo temi del momento.
Ne ha fatti anche su ordinazione?
Sì, personalizzati, da regalare. A Ferrara un fotografo della Formula 1 ne ha chiesto uno dedicato. I social sono il canale migliore per farsi conoscere? Sì, ti mettono in contatto con le persone e anche con artisti stranieri con cui ci si può confrontare.
Perché scegliere Chieri per mostrarli?
È la città dove vivo ogni giorno e dove posso vedere le reazioni della gente. Poi magari li porterò anche a Torino e chissà… A Torino il Rabbit Project è approdato sabato 4 e domenica 5 ai Docks Dora nell’ambito del Trip Festival, dove c’erano opere di diversi designer.
Sogna di far crescere il suo Rabbit Project.
Mi piacerebbe animare qualche borgo, realizzando una piccola galleria d’arte a cielo aperto. Penso che l’arte non urlata possa essere un buon mezzo per riqualificare tanti luoghi ed essere d’ispirazione per i ragazzi, stimolandoli a creare la loro arte, che sia con il das, il pc o le matite.