Piccioni al PalaGialdo
Il Comune di Chieri: «Le reti sono in previsione ma ancora non sappiamo dare una data»
«Rotazione del capo all’indietro, muscoli rilassati, bocca aperta…». Al PalaGialdo l’insegnante di ginnastica guida la lezione, ma nessuno degli allievi sta con la bocca aperta all’insù. Da settimane infatti dei piccioni si sono stabiliti all’interno, e a terra ci sono abbondanti e luride tracce della loro presenza.
«E’ un problema che si trascina da diversi anni, e di cui a più riprese abbiamo inutilmente informato il Comune – interviene Salvatore Morena, general manager del BEA che ha in gestione l’impianto – I piccioni hanno fatto il nido nel sottotetto e inoltre, l’anno scorso, ci sono voluti mesi per riparare delle finestre rotte dal maltempo. Così sono entrati, e hanno anche fatto il nido all’interno della palestra».
«Abbiamo cacciato i piccioni ad agosto ma, per evitare che tornino, il gestore dovrebbe tenere le porte chiuse durante le attività», ribatte l’assessore allo sport Flavio Gagliardi. «Le reti alle finestre sono in previsione ma ancora non so dare una data né posso prometterle, perché l’edificio non è nostro e non possiamo intervenire direttamente – prosegue Gagliardi – Chiediamo anche al gestore di migliorare la pulizia finché non installeremo le protezioni».
Per Morena le porte aperte o chiuse sono un palliativo, per quello che era il PalaGialdo e ora è diventato un PalaPiccione: basta percorrerne il perimetro per rendersi conto di come si sia trasformato in un grosso nido di metallo.
Secondo voi che cosa occorrerebbe fare? «Bisognerebbe affrontare il problema in modo radicale – risponde Morena – Mettere dissuasori soprattutto in facciata, dove ci sono i posatoi; bonificare il sottotetto, chiudendone poi gli accessi per impedire che i piccioni ritornino; eliminare i nidi all’interno della palestra».