Scontri Askatasuna, in arresto due del Chierese
Uno dei fotogrammi all'esame degli inquirenti
Cronaca
5 Novembre 2026

Scontri Askatasuna, in arresto due del Chierese

Disordini durante lo sgombero del centro sociale a Torino

Ci sono anche due nomi legati al Chierese tra i destinatari delle 16 misure cautelari eseguite all’alba di oggi, giovedì 5 novembre, nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri del 31 gennaio a Torino, durante la manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Si tratta del 28enne Davide Frigo, residente a Castelnuovo Don Bosco, per il quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere, e di Stefano Millesimo, originario di Pino Torinese ma residente a Torino, indicato come uno dei principali esponenti di Askatasuna e posto agli arresti domiciliari.

I provvedimenti, emessi dalla giudice per le indagini preliminari Giulia Caveglia su richiesta della Procura torinese, riguardano complessivamente 16 persone. Oltre a Frigo, in carcere è finito il 35enne Mattia De Brasi, residente a Torino. Ai domiciliari, insieme a Millesimo, sono stati posti Nicolò Araldi, Lorenzo Destro, Loris Gargano, Ferdinando Gentile, Davide Gnemmi e Cosmo Secci. Per altre sei persone è scattato il divieto di dimora a Torino con obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre per un’ultima persona è stato disposto il solo obbligo di firma.

L’inchiesta riguarda le violenze avvenute durante il corteo del 31 gennaio, quando una parte dei manifestanti si era diretta verso corso Regina Margherita, dando vita a violenti scontri con le forze dell’ordine. Tra gli episodi contestati figurano l’incendio di un blindato della polizia, con un agente ancora a bordo, e il pestaggio di un altro poliziotto, aggredito anche con colpi di martello. Il bilancio di quella giornata fu di 103 appartenenti alle forze dell’ordine feriti.

Frigo, che sarebbe stato riconosciuto a causa di baffi e occhiali, avrebbe colpito forze dell’ordine utilizzando un pezzo di legno infuocato e un piede di porco.

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