Dal campanile al rio delle Boie
Camminata
8 Aprile 2026
Camminata dei Casorati

Dal campanile al rio delle Boie

Un circuito di collina lungo i paesaggi che amavano i Casorati

Partenza e arrivo: piazza del Campanile, Pavarolo

Tempo di percorrenza: circa 1,5 ore

Lunghezza: circa 6 km

Percorso: collinare

Fonte: “Sentieri della Collina Torinese – Carta n° 3” (guida e cartografia 2021)

Questa passeggiata è intitolata “ai” Casorati, cioè a tutta la famiglia: Felice, sua moglie Daphne Maugham e al loro figlio Francesco.
Ciò per due ragioni: la prima è che i loro discendenti ancora oggi possiedono la “casetta bianca” in via Maestra, e la seconda è che le colline che verranno percorse sono le stesse ritratte in numerose opere dai tre artisti.
Si parte dalla piazza del Campanile: anche se dispone di campane, la torre-porta cui si arriva con una scalinata era in realtà un elemento dell’anello di mura che circondava il soprastante castello.
Lungo via Maestra si attraversa il centro storico (sentiero n° 241 della Collina torinese, segnavia bianco-rossi) e poi, arrivati all’angolo con via del Rubino, si svolta a sinistra. Si tiene però conto che dall’altro lato della strada, adiacente alla scuola elementare, c’è una “casetta dell’acqua” Smat, dove rifornire le borracce.
Si percorre un breve tratto di via del Rubino fino a incontrare, sulla destra, il sentiero n° 242 che scende nella valle del rio delle Boie: di recente è stato ripulito dai volontari dell’Aib di San Raffaele Cimena.
Il tracciato si tiene a fondovalle e risale il corso del rio ma, a un certo punto, se ne stacca per salire sulla destra fino a raggiungere la strada provinciale che porta alla frazione di San Defendente: in quel tratto si può vedere, sulla destra, la bella Villa Lattes, nota anche come Villa Enrichetta.
Si risale la provinciale 224 per un breve tratto: sulla destra, prima di arrivare al piazzale dell’Olmetto, si possono osservare dei tratti di roccia nuda, con le stratificazioni tipiche delle rocce di deposito: se si guarda con attenzione si potranno anche notare piccole conchiglie fossili. Si continua a camminare in direzione nord fino ad arrivare alla cappella di San Grato che, purtroppo, è in rovina: qui si svolta a destra e ci si incammina sul sentiero n° 243. A un certo punto si arriva a un incrocio a “T” e si svolta a destra, per imboccare una strada che per un tratto è asfaltata e poi diventa sterrata e, dopo aver costeggiato per un breve tratto il rio del Droc, scende verso la strada della Rezza. Qui si volta a destra (direzione Chieri) e si percorre un breve tratto con la massima attenzione, tenendosi ben sul bordo della strada perché sulla provinciale 122 le automobili vanno molto veloci.
Presto si svolta a destra (sentiero n° 241) e ci si inerpica sulla collina, verso i Tetti Canonica. Dopo un primo tratto in salita la strada si livella: anche qui, nell’ultimo tratto, si possono osservare interessanti pareti di roccia stratificata. Poi, all’altezza della cappella di San Sebastiano (che, per fortuna, è in condizioni decisamente migliori di quella di San Grato) si torna sulla provinciale 224 che, entrando in paese, prende il nome di via Maestra e conduce alla piazza del Campanile, dove la camminata si conclude.

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