Lettere e Opinioni
12 Maggio 2026

I soldati caduti come i partigiani

Luigi Casagrande

Buongiorno direttore,

in riferimento alla richiesta del Coordinamento Antifascista Chierese, riguardante la richiesta di ”tagliare fuori il Monumento ai Caduti in quanto riguarda anche i morti nella guerra colonialista in Etiopia etc etc “, penso che sia utile precisare alcune realtà storiche.

I militari non possono non eseguire gli ordini impartiti dal Governo del momento alle autorità militari: il Codice Penale Militare in tempo di guerra prevede la pena di morte. Il governo fascista decise la guerra in Abissinia, Etiopia, Eritrea, Somalia e i militari loro malgrado hanno dovuto obbedire. Lo stesso Governo fascista insieme al governo nazista della Germania dichiarò guerra alla Russia e sappiamo molto bene come andò a finire con circa 90.000 morti italiani. Inviò truppe di invasori in Jugoslavia, Grecia, Albania, nonché Francia. Il Coordinamento Antifascista Chierese crede che queste decine e decine di migliaia di soldati morti fossero tutti felici di andare in guerra e non più tornare a casa?

Con l’8 settembre 1943 l’esercito Italiano fu allo sbando: Pochi aderirono alla Repubblica Fascista di Salò, molti cercarono di tornare a casa nascondendosi ai rastrellamenti, altri raggiunsero le prime formazioni partigiane. La Divisione Acqui, di stanza su un’isola Egea alla richiesta di unirsi ai tedeschi preferì farsi uccidere (circa 9.000) morti). Li possiamo considerare caduti per la libertà? Penso proprio di sì. Come possiamo considerare anche partigiani – a mio avviso – tutti quei civili, religiosi compresi, che nascondevano militari fuggiti, popolazione ebrea, militari alleati. E come i civili che con grande pericolo stampavano clandestinamente manifesti, giornali e poi li distribuivano con grande pericolo.

Dobbiamo essere grati a tutte queste persone che in modo diverso hanno combattuto e talvolta sono morti per liberarci dai nazifascisti. Non dobbiamo altresì dimenticare tutti i militari americani, inglesi, canadesi, neozelandesi etc etc. morti sul suolo italiano per la nostra libertà. Inviterei i “Coordinamenti” a visitare per esempio il Cimitero Americano di Nettuno con 8.000 tombe di caduti, oppure il Cimitero Inglese di Firenze con 4.000 tombe di caduti. Li possiamo ricordare come morti insieme a tanti partigiani italiani? Penso proprio di sì

Anche nel dopoguerra alcune situazioni riguardante l’obbedienza dei militari al governo del momento non sono cambiate. Sino agli anni ’80/’90 la leva militare era obbligatoria in Italia ed i militari avevano doveri analoghi di obbedienza. Negli ultimi decenni, sotto governi di tendenze politiche diverse (Berlusconi, Prodi, D’Alema…) i militari italiani sono stati mandati a combattere in teatri di guerra come la Libia o la Bosnia, a volte sotto l’egida dell’Onu, ma sempre e comunque con il presupposto di obbedire al comando.

Per prendere posizioni su fatti passati è bene approfondire la storia: magari le posizioni verrebbero prese in modo diverso, in quanto la storia non si può modificare in base alle proprie idee o all’appartenenza politica.

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