Lettere e Opinioni
28 Maggio 2026

Angeli dell’Avo in sala prelievi

Lettera firmata

Egregio direttore,

le scrivo queste righe di getto, poco dopo esser uscito dalla sala seminterrata dell’ospedale dove si tengono i prelievi di sangue. Se ho calcolato bene, nel giro di 2-3 ore passano di lì almeno 300 persone, in uno spazio limitato. Eppure, le cose filano veloci e piuttosto lisce: la gente sta in coda ordinata, gli anziani aspettano seduti. Non ho sentito proteste né mugugni. Un mezzo miracolo insomma.

Ho osservato la situazione. Evidentemente l’Asl ha disposto un numero adeguato di sportelliste e di infermieri che effettuano il prelievo, perché il flusso di utenti è continuo, anche se comunque c’è da aspettare 40-50 minuti.

Il personale dell’Asl non è però una spiegazione sufficiente. Penso che la spiegazione siano altre due persone, vestite con una pettorina azzurra. Sono come il lubrificante dentro un motore: permettono agli ingranaggi di scorrere senza attriti. Sono i volontari dell’Avo.

Ci faccia caso, direttore, se le capiterà di fare un prelievo di sangue. Li guardi.

Il volontario all’ingresso osserva chi entra e capisce a colpo d’occhio se è un po’ spaesato oppure se conosce la situazione. Nel primo caso, lo avvicina con gentilezza e lo indirizza. La seconda volontaria, invece, sta davanti ai box per i prelievi, disciplina la coda in maniera che sia dritta e ordinata, indica al primo quando un box e libero.

I due fanno passare avanti la donna incinta senza che lei glielo debba manco chiedere. Sanno tutto sulla burocrazia e spiegano cosa ti sta per succedere; dove devi portare il foglietto, se devi salire al piano superiore , mandare un’emai, aspettare e poi tornare giù…

In più ci mettono la pazienza e magari pure un sorriso. Ti rassicurano. Anche quando chiedono a qualcuno seduto di fare spazio all’anziano appena entrato, lo fanno con garbo.

Quando esci dal box del prelievo ti chiedono come stai e mentre esci ti salutano “arrivederci”. Se non fosse che sei venuto a farti pungere, verrebbe voglia di tornare per salutarli in effetti…

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