Un “muro vegetale” per Riva
L’inaugurazione del “muro vegetale”
Riva presso Chieri
Loris Gherra  
1 Giugno 2026

Un “muro vegetale” per Riva

Progetto delle quinte elementari con l’architetta Carlotta Fasano

L’adattamento al cambiamento climatico parte dalle scuole. L’architetta Carlotta Fasano ha portato il suo progetto di dottorato (in Design e Tecnologie al Politecnico di Torino) nelle due quinte delle scuole elementari di via San Giovanni e ha lavorato insieme agli studenti e alla maestra di Scienze ed Educazione civica Donatella Beltramo per realizzare un “muro vegetale” per mitigare gli effetti del riscaldamento globale.

È stato utilizzato il materiale di recupero che era a disposizione, come due vecchi pallet e contenitori in plastica, per realizzare una parete di piante (edera e altre specie decumbenti) che dallo scorso venerdì è stata installata nel giardino della scuola, anche grazie al supporto dell’associazione Alpini.

«Le pareti vegetali isolano termicamente gli edifici, combattono l’effetto “isola di calore” nelle città e contribuiscono al miglioramento del benessere psicofisico dei residenti», descrive la trentenne ricercatrice rivese. Si tratta di un’alternativa ecosostenibile al classico cappotto termico, capace di dare nuova vita a edifici degradati utilizzando piante a bassa manutenzione come l’edera.

Il progetto vuole costruire un futuro resiliente coinvolgendo le scuole come laboratori di adattamento ai cambiamenti climatici. A Riva ha funzionato: «Sono stata colpita da come gli studenti delle due quinte siano stati in grado di apprendere velocemente questi concetti. Hanno saputo elaborare delle proposte che hanno portato a realizzare i nostri due “muri verdi scolastici”, toccando con mano il concetto di riciclo e inverdimento».

Più precisamente si tratta di una Micro-NBS (acronimo inglese che sta perNature-Based Solutions), declinazione di un prototipo realizzato da Carlotta Fasano durante un periodo di ricerca a Valencia, in Spagna. Lì l’architetta aveva recuperato vecchie recinzioni e cancellate in un magazzino di demolizioni, assemblandole grazie all’ausilio di algoritmi di intelligenza artificiale, per ottimizzare la struttura e creare una parete vegetale che si trasformi in un polmone verde tecnologico.

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