Land Art a Pralormo
La classe 5°A con la sua opera (Foto di Alessandro Accossato)
Pralormo
Federica Costamagna  
3 Giugno 2026

Land Art a Pralormo

Tre opere temporanee frutto di un progetto finanziato dalla Fondazione Crt

La fantasia dei bambini trasforma scorci del paese per parlare di natura, pace e diritti. Gli alunni della scuola elementare hanno realizzato tre opere d’arte temporanee al lago della Spina, nel cortile della fornace Terre Cotte San Grato e dietro la chiesa seicentesca, in piazza Vittorio Emanuele.

Gli studenti hanno infatti partecipato al progetto Diderot, finanziato dalla Fondazione Crt, e hanno approfondito la “land art”, una forma di arte contemporanea all’aperto, che prevede installazioni realizzate nel paesaggio naturale e grazie alla natura stessa.

Nina Bovio della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, ha tenuto lezione ai ragazzi, che poi hanno creato le loro opere partecipando a un concorso della stessa fondazione. Quindi, ogni classe ha scelto un tema: la terza ha voluto il rispetto della natura, la quarta la pace e la quinta i diritti e l’uguaglianza. Con la collaborazione del Comune, sono stati individuati i luoghi dove creare le installazioni, montate con l’aiuto di diversi volontari.

La classe 4°A con la sua opera (Foto di Alessandro Accossato)

Così è nato un rifugio per gli animali nel parco del lago della Spina, usando con rami e arbusti. Il simbolo della pace si trova invece nello spazio retrostante la fornace, utilizzando mattoni di recupero. Dentro la chiesa abbandonata in piazza i ragazzi hanno invece recuperato una scala e una panca, posizionate una sopra l’altra nel cortile posteriore per raffigurare la precarietà e la fragilità dei diritti umani.

La classe 3°A con la sua opera (Foto di Alessandro Accossato)

Quanto dureranno le tre opere, nessuno lo sa: «Vengono lasciate all’azione degli eventi – spiega la docente Angela Bellini, referente del progetto – Anche i nostri lavori non sono più visibili, forse è rimasta quello alla fornace. Per questo a ricordarle sono state scattate delle fotografie».

Per questo il fotografo pralormese Alessandro Accossato è stato coinvolto per farne memoria con le sue immagini.

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