Murale per la memoria
La professoressa Manuela Nadile con il murale dedicato a partigiani e Resistenza
Paesi, Pecetto Tor.
Marco Bertello  
10 Giugno 2026

Murale per la memoria

Alla Don Milani di Pecetto un’opera dedicata alla Resistenza nata dal lavoro degli studenti sulle storie del paese

Un murale suggella un progetto che ha portato i ragazzi delle medie a scoprire luoghi legati alla Resistenza e realizzare delle passeggiate partigiane.  Al centro c’è un albero che ricorda il cedro del libano di Villa Talucchi-Pallavicini, che ha 800 anni: qui non solo Silvio Pellico veniva a passeggiare, era stato anche allestito il quartier generale delle SS naziste.

«Per noi l’albero rappresenta valori come le radici, la patria, ma anche la libertà – descrive la docente Manuela Nadile –. Le foglie hanno i colori della bandiera italiana e c’è un cappello di alpino sopra». Attorno all’albero ci sono due gruppi di bambini e partono dei fili bianchi con 4 nomi, su cui gli alunni delle medie hanno lavorato.

«Quando sono arrivata alla Don Milani, qualche anno fa, avevo una seconda con alunni molto curiosi – racconta Nadile – Abbiamo fatto partire un progetto legato alla Resistenza, perché parlando di quel periodo, sono emersi tanti episodi e testimonianze in famiglia».

I ragazzi hanno lavorato su queste e con l’aiuto di storici ed esperti del paese, a partire dal sindaco Adriano Pizzo sino agli scritti del compianto Michele Bosso, hanno ricostruito alcuni eventi e individuato dei luoghi simbolo, anche con incontri in classe con i nonni. Luoghi che sono tappe delle passeggiate partigiane, che si svolgono praticamente ogni anno, con le terze.

Quei luoghi e le figure a cui sono legati sono parte di un murale, all’esterno della Don Milani, iniziato quattro anni fa e concluso nei giorni scorsi. Sono stati coinvolti di volta in volta tutti i ragazzi. Il lavoro è stato impostato dal professore di Arte Massimiliano Sgura e realizzato dalla professoressa Maria Anabel Rauber.

Poi c’è la storia di Annina Lanza, che nascondeva gli ebrei da un lato e accoglieva i nazisti dall’altro. A metà anni Sessanta aprì, in centro, il Bar Roma, che divenne punto di incontro di intellettuali come Italo Calvino e Barbara Allason. Proprio lei è uno degli altri nomi: «Siamo entrati in casa sua, con la nipote e abbiamo visto dove si tenevano le riunioni». Allason fu infatti molto attiva nell’antifascismo, partecipando all’attività clandestina del gruppo torinese Giustizia e Libertà e tra il 1930 e il 1934, a Pecetto, ospitava incontri tra intellettuali democratici.

Gli altri due nomi sono quelli della staffetta partigiana Maria Razetto, di casa in via Pinto e mancata il 30 ottobre 2019 a 99 anni, e Antonio Cambiano, un giovane partigiano, fucilato a meno di 20 anni, a cui in paese è stata dedicata una via. Sul murale campeggia ancora la scritta “Ai ragazzi di ieri, di oggi e di domani”. «Questa frase vuol dire che le persone del passato hanno fatto sacrifici per noi, come Cambiano, ed è importante che i ragazzi oggi lo capiscano e possano proiettare questa consapevolezza nel futuro».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Massimo 1000 numero di caratteri ancora disponibili