Sulle carrarecce fino al faro alato
Un circuito sorprendente sulle colline da Revigliasco alle soglie della città
Partenza e arrivo: piazza Beria, centro di Revigliasco, Moncalieri
Tempo di percorrenza: 2,5 ore
Lunghezza: circa 8 chilometri
Percorso: collinare
Fonte: “Sentieri della Collina Torinese – Carta n° 1, scala 1:15.000 (guida del 2022, cartografia 2021)
Il centro storico di Revigliasco ha il suo interesse per cui, prima di partire per la camminata, può essere interessante andare a curiosare nelle vie intorno al castello.
Poi, dalla centrale piazza Beria, si imbocca in direzione sud via Massimo d’Azeglio, che coincide col sentiero n° 3 della Collina Torinese (segnavia bianco-rossi) e poi diventa strada Moncalieri.
Nel punto in cui la strada fa un tornante molto stretto, che ne inverte la direzione, si cerca sulla destra una carrareccia che, allontanandosi dalle case, dapprima scende nella valletta di un rio e poi ne risale il versante opposto, passando a valle della cascina Braida. Si tiene la direzione ovest, si supera il rio Cenasco dopo aver fiancheggiato la cascina Benisson grande e poi, dopo aver completato un tornante a “U” rovesciata, si arriva alla cappella barocca della Beata Vergine della Neve, conosciuta anche come Madonna del Rocciamelone: nei pressi c’è anche un suggestivo punto panoramico.
Si passa poi al sentiero n° 2 (che coincide per un tratto con la Grande traversata della Collina Torinese, segnavia GTC), con un rettilineo in direzione nordovest che prima vede sulla destra villa Caccherano e poi sulla sinistra villa Polla.
Quando si incontra una strada asfaltata si volta a destra (altro punto panoramico), poi si tiene la direzione nord, superando in successione le vallette dei rii Cenasco e Alberoni, fino ad arrivare a Prà Palet.
Di qui si passa sul sentiero n° 1, che punta a nord verso la cappella della Maddalena, alle porte dell’omonimo parco sull’omonimo colle. Su questa direzione sono possibili due percorsi paralleli, sulla mappa indicati come 1°. La cappella ha antiche origini, ed è stata più volte ricostruita: fino alla fine del Seicento era conosciuta come “Santa Maria Maddalena in Montana”, dedicazione che ricorda come in passato i torinesi descrivessero le colline aldilà del Po con l’appellativo di “Montagna di Torino”.
Giunti a ridosso del piazzale che porta al faro della Vittoria vale la pena di fare qualche passo in più, per affacciarsi alla balconata che da quota 715 metri guarda verso il Po e verso Torino. Poi, poco prima di una fermata dei pullman, si imbocca il sentiero n° 30 (strada Parelle), che torna nei boschi e, dopo aver disegnato una sorta di arco, arriva a monte dell’abitato di Pian del Redentore. Giunti a una strada asfaltata si volta a sinistra (per un breve tratto non si è sulla rete della sentieristica collinare) e poi, superato un punto panoramico affacciato verso sud, ci si immette sul sentiero n° 4, voltando a sinistra.
In questo modo si scende direttamente su Revigliasco, tagliando tutti i tornanti della strada che serve l’area residenziale.
Si arriva così a incontrare strada del Redentore: con una svolta a destra seguita da una a sinistra si giunge al punto di partenza, dove l’anello si chiude.