Premio di risultato: una petizione
Si riaccende il confronto alla Dierre di Villanova, domani un incontro
Una petizione firmata da 120 lavoratori dello stabilimento Tredi chiede la ripresa della trattativa sul premio di risultato alla Dierre di Villanova. E il prossimo incontro tra azienda e sindacati è già stato fissato: si terrà domani, martedì 21 luglio.
Il confronto si è interrotto il 21 maggio scorso. Quel giorno la discussione è diventata così accesa che un delegato della Fiom avrebbe colpito con un manrovescio il collega Alessandro Ferrante, rappresentante sindacale della Uilm. In seguito all’aggressione, il delegato del sindacato rosso è stato licenziato e il dialogo tra le parti è stato sospeso.
Dopo 50 giorni di stallo, un gruppo di lavoratori della Tredi si è però attivato per riaprire il confronto e siglare un accordo, in modo costruttivo e tempestivo. Venerdì la richiesta, con 120 firme, è stata quindi consegnata alla direzione aziendale e ai rappresentanti sindacali di Fim e Uilm, presenti nello stabilimento Tredi.
Un monito da ascoltare per Silvano Uppo, segretario della Uilm di Asti: «Con questo atto formale, la stragrande maggioranza dello stabilimento Dierre Tredi impone un cambio di passo, dimostrando che la tutela del salario, la dignità del lavoro e le corrette relazioni industriali devono prevalere su qualunque divisione o ostruzionismo».
Replica Vito Carelli, segretario della Fiom di Asti: «Abbiamo chiesto più volte un incontro con le parti, ma non abbiamo avuto risposte. Inoltre, non capisco il motivo della petizione dal momento che era già stata programmata una riunione per il 21 luglio».
La discussione si è arenata sull’offerta dell’azienda del premio di risultato per i 604 addetti del gruppo Dierre, tra sede centrale, Tredi (specializzata in porte anti-incendio), Space (che si occupa di porte scorrevoli) e Atra (dove si producono casseforti). «Dierre vorrebbe abbassare la parte minima legata alla presenza – spiega Carelli – Su questo punto non siamo d’accordo».
L’azienda riconoscerebbe un premio massimo annuale di 880 euro, più 90 euro di bonus extra, per chi è sempre presente, che scenderebbe a 200 euro per i dipendenti assenti per più di 16 giorni all’anno: «Le assenze verrebbero conteggiate però su base trimestrale e azzerate ogni tre mesi – chiarisce Uppo – Oltre i 4 giorni di assenza a trimestre, il premio ammonterebbe a 50 euro».
L’attuale premio è calcolato invece sulle presenze all’anno. La quota quindi varia da 830 euro per nessun giorno di assenza, a un minimo di 546 euro, per oltre 15 giorni di assenza, oltre a 200 euro di welfare.
Uppo consiglia di passare la palla ai lavoratori: «Abbiamo proposto di far scegliere a loro se bocciare l’offerta o accettare».