La seconda vita di Musica
Agnese Musica in azione
Atletica
Federico Lanza  
28 Luglio 2026

La seconda vita di Musica

La sprinter chierese racconta la sua esperienza al CUS: «A Perugia sono tornata a divertirmi»

Lasciare Chieri per trasferirsi a Perugia, senza però abbandonare la pista di atletica. È il percorso di Agnese Musica, cresciuta nella Novatletica Chieri dove ha collezionato due titoli italiani e presenze ad Europei e Mondiali con la nazionale giovanile e oggi atleta del CUS Perugia, in cui da due stagioni prosegue la carriera sportiva in parallelo agli studi universitari in Biotecnologie. Dopo un primo anno di adattamento, la velocista classe 2005 ha trovato nuovi equilibri, migliorato i propri risultati e riassaporato il piacere di allenarsi, senza dimenticare il legame con la città in cui è cresciuta. Tra studio, sport e vita lontano da casa, racconta al Corriere un’esperienza che l’ha fatta maturare sia come atleta sia come persona.

Com’è stato il trasferimento a Perugia?

Il primo anno non è stato semplice. Era la mia prima esperienza lontano da casa, non conoscevo nessuno e tornare a Chieri era complicato, perché Perugia è poco collegata. Quest’anno però è cambiato tutto: ho trovato un gruppo fantastico, un allenatore che mi ha accolta subito e l’atletica mi ha aiutata tantissimo ad ambientarmi.

Perché ha scelto Biotecnologie all’università?

Inizialmente ero iscritta a una facoltà umanistica a Torino, ma ho capito che non era la mia strada. Arrivando dal liceo classico avevo sempre avuto il sogno di Medicina, ma non avevo affrontato il test d’ingresso. Così mi sono avvicinata a Biotecnologie, che è il percorso più vicino ai miei interessi. A Perugia il corso era ad accesso libero e così ho deciso di partire. Oggi posso dire che è stata la scelta giusta e sono davvero contenta del percorso che sto facendo.

È difficile conciliare università e sport?

L’università ti lascia più libertà rispetto al liceo e questo aiuta a organizzarsi. Certo, vivendo da sola c’è qualche responsabilità in più, ma credo che studio e sport siano assolutamente compatibili. Anzi, allenarsi è una valvola di sfogo fondamentale e mi aiuta anche a rendere meglio nello studio.

Come giudica la sua stagione?

Sono molto soddisfatta. Con il mio allenatore Rudy abbiamo trovato il giusto equilibrio e i risultati si vedono. Ho portato il personale dei 200 da 24”24 a 24”03 e nei 100 sono tornata vicina al mio primato con 11”75. Agli Italiani ho gareggiato con un piccolo problema muscolare che non mi ha permesso di esprimermi al meglio, ma il bilancio resta positivo. Sono convinta di poter scendere sotto i 24 secondi nei 200 già in questa stagione ed è l’obiettivo che mi sono prefissata.

Cosa ha trovato nel CUS Perugia di diverso da Chieri?

È una società più grande rispetto a quella da cui arrivavo, ma il mio gruppo è molto familiare. Mi diverto, ho ritrovato il piacere di allenarmi e nessuno mette pressione per il risultato: viene prima la persona dell’atleta. Questo mi ha aiutato tanto anche a vivere con serenità gli allenamenti.

Quanto le è servita l’esperienza alla Novatletica?

Tantissimo. È lì che è iniziato tutto e sono cresciuta come atleta e come persona. Sentivo però che era arrivato il momento di cambiare ambiente e mettermi alla prova. Porterò sempre con me quello che ho imparato a Chieri.

Cosa le manca della sua città?

La famiglia, gli amici, il mio cane e la semplicità di uscire e incontrare persone che conosci da sempre. Cerco comunque di mantenere i rapporti, anche se riesco a tornare solo una volta al mese. Chieri resta casa mia.

Quali gli obiettivi per il futuro?

Vorrei laurearmi nei tempi previsti e poi valutare una magistrale, probabilmente in Ingegneria Biomedica. Torino rappresenterebbe una possibilità importante grazie al Politecnico, ma ormai Perugia è diventata una seconda casa e lasciare l’ambiente che ho costruito qui non sarebbe semplice. Dal punto di vista sportivo punto a tornare in maglia azzurra per i prossimi Europei Under 23. Il sogno nel cassetto è vincere un titolo italiano assoluto ed entrare nella nazionale maggiore.

Che messaggio vuole lasciare ai ragazzi che praticano sport?

Se uno ama davvero il proprio sport non dovrebbe mai rinunciarci. L’attività agonistica e l’università possono convivere benissimo: lo sport aiuta a organizzarsi, a staccare dai libri e a vivere meglio anche il percorso di studi. È un’esperienza impegnativa, ma che consiglio a tutti di provare.

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