Campione a 12 anni
Uno dei "trick" di Alessandro, durante il campionato vinto
Sport
Luca Botelho Silvestri  
2 Agosto 2026

Campione a 12 anni

Il chierese Alessandro Di Cristofaro Vergnano conquista il titolo italiano di monopattino freestyle

A dodici anni Alessandro Di Cristofaro Vergnano è uno scooter rider che ha già vinto il suo primo titolo nazionale. Il giovane chierese pratica il monopattino freestyle, disciplina ancora poco conosciuta in Italia, ma che per lui è diventata subito una vera passione.

Tutto è nato quasi per caso. «Andavo in bici all’area Caselli e ho visto alcune persone andare in monopattino. Mi ha incuriosito, poi un mio amico me l’ha fatto provare e mi è piaciuto ancora di più della bici». Prima del monopattino, Alessandro aveva giocato a calcio per cinque anni, arrivando anche a ricevere una chiamata dalla Juventus. «Abbiamo deciso di no, anche perché avevo i miei amici e volevo stare con loro». Col tempo il calcio aveva perso parte del suo fascino: «Gli allenamenti erano diventati più un impegno che un divertimento».

Nel monopattino Alessandro ha trovato qualcosa di diverso. Chi pratica questa disciplina viene chiamato scooter rider e si esibisce sulle strutture degli skatepark attraverso i “trick”, le acrobazie che vengono poi combinate all’interno di una “run”. «La run è un percorso dove cerchi di fare la maggior parte dei trick che hai imparato. È a tempo, dura circa 30 o 45 secondi». Non basta però riempirla di evoluzioni: «Devi fare trick difficili e variarli, perché anche se fai dieci volte una cosa difficile è sempre la stessa».

Per circa un anno Alessandro, che ha frequentato la prima media alla Oscar Levi di Chieri, ha imparato da solo, prima di iniziare gli allenamenti a Torino con Stefano Viotti. La mamma all’inizio non era del tutto convinta, soprattutto per gli spostamenti, ma Alessandro ha insistito fino a ottenere il suo sì. «Mi piace tutto quello che ha adrenalina», scherza. Una caratteristica che secondo la mamma Alessandra Vergnano e il papà Daniele Di Cristofaro aveva già da piccolo: «A tre anni una volta l’abbiamo visto andare in bicicletta senza rotelle e in piedi sulla sella», raccontano.

Il salto di qualità è arrivato nel campionato nazionale svoltosi a Bergamo a maggio. Alessandro era tra i ragazzi selezionati e fu il primo a scendere in pista. La gara non partì nel modo migliore: «Nella prima run sono caduto facendo un trick molto facile: il monopattino si è incastrato nella maglietta e mi sono fatto malissimo». Nonostante il dolore è ripartito e nella seconda run ha trovato la prova decisiva per conquistare il primo posto.

Una vittoria ancora più speciale perché arrivata nel giorno del suo compleanno. «Quando ho vinto l’ho dedicato anche a mia sorella Ginevra e a mio nonno». Il nonno, scomparso cinque anni fa, era a sua volta un grande sportivo: «Aveva ottant’anni e andava ancora a sciare tutte le domeniche», racconta la madre. Ginevra, invece, è stata una delle persone che più lo hanno spinto.

Alessandro guarda anche a chi è già arrivato ai massimi livelli nel monopattino freestyle. Il suo idolo è Jayden Sharman, scooter rider britannico e campione del mondo. «Mi piace molto come va in monopattino e anche come si comporta». Ma c’è un desiderio in più: «Mi farebbe piacere avere anche un italiano come idolo». Nel nostro Paese il movimento sta ancora muovendo i primi passi. «La community non è numerosa e questo sport si vede poco. Magari la gente non lo pratica perché non lo conosce». Alessandro, però, prova a fare la sua parte: ha convinto diversi amici a salire sul monopattino e insegna loro qualche trick. E se un giorno diventassero più forti di lui? «Amen. Almeno c’è più gente che conosce e pratica lo sport che amo».

Il sogno, adesso, è continuare. «Spero di poterlo fare anche a livello professionistico», racconta. Ma senza perdere ciò che lo ha conquistato fin dall’inizio: «Mi diverte andare con i miei amici. È un momento in cui devi essere spensierato».

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