Aiuto per Palazzo Grosso
Riva presso Chieri
Loris Gherra  
10 Agosto 2026

Aiuto per Palazzo Grosso

La Compagnia di San Paolo contribuirà a risanare il soffitto del Salone delle Feste di Riva

La Compagnia di San Paolo darà il suo contributo per risanare il soffitto del Salone della Feste in Palazzo Grosso. La cifra non è ancora stata quantificata, ma il progetto rientra tra quelli ammessi a finanziamento.

L’obiettivo è coprire i 250 mila euro necessari al recupero complessivo degli affreschi e degli infissi. Per adesso ce ne sono 85 mila: 50 mila del Comune 35 della Fondazione Crt. Il resto verrà garantito dalla Soprintendenza per le Belle Arti, una volta che sarà stata formalizzato la cifra esatta.

Per avere un quadro definitivo sui costi dell’opera, infatti, bisogna attendere il verdetto finale del restauratore chierese Michelangelo Varetto, incaricato dalla Soprintendenza, come spiega l’architetta Manuela Gilardi che segue i restauri per conto del Comune.

Gli scenari all’orizzonte sono due: un intervento conservativo più leggero, incentrato sul consolidamento delle porzioni di intonaco con resine specifiche; oppure l’apertura di un cantiere strutturale vero e proprio. In quest’ultima ipotesi, la necessità di allestire imponenti ponteggi farebbe salire in modo significativo sia i tempi di lavorazione sia i costi complessivi.

Il restauro permetterà di ripristinare le decorazioni settecentesche che raffigurano il mondo dei numi e degli eroi. Al centro della volta campeggia Giove fra le nubi accanto ai Dioscuri e a due Nereidi, mentre nei quattro medaglioni circolari agli angoli sono raffigurati gli amori di Giove — Leda, Europa, Ganimede e Danae — su fondo rosso.

L’opera venne realizzata a partire dal 1786 dai fratelli pittori Rocco e Antonio Maria Torricelli, chiamati all’epoca dalla contessa Faustina Mazzetti, proprietaria del palazzo, oggi sede del Municipio e del Museo del Paesaggio Sonoro.

La chiusura del Salone delle Feste risale all’autunno del 2024, quando la comparsa di alcune macchie di umidità e la caduta di polvere di gesso avevano fatto scattare l’allarme sul rischio di distacco dell’intonaco. Successe già nel 1974, quando una porzione di soffitto crollò in un angolo della stanza, fortunatamente senza causare feriti.

Dopo la chiusura precauzionale e il sospetto che le infiltrazioni derivassero dalla copertura, il geometra Danilo Olivero ha effettuato un’ispezione aerea tramite drone, individuando i coppi danneggiati o spostati che sono stati subito sostituiti. «La risistemazione del tetto ha bloccato le infiltrazioni – precisa il sindaco Massimo Perotti – e la successiva perizia termografica condotta dal Politecnico di Torino ha escluso il pericolo di crolli o nuovi distacchi».

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