Una vendemmia da record
Il caldo di questa estate ha spinto a iniziare la raccolta con grandissimo anticipo
Quella del 2026 verrà ricordata come la vendemmia del record. Non per la qualità dell’uva (che pure è buona) né per la quantità (che pure non manca), ma per il grandissimo anticipo con cui è iniziata la raccolta dei grappoli, a causa di un’estate calda oltre misura. E mentre i carri portano l’uva in cantina, i viticoltori hanno una doppia preoccupazione: per il clima pazzo, che da un giorno all’altro può riservare bombardamenti di ghiaccio, e per un mercato in asfissia. Tanto che c’è già chi estirpa dei vigneti e poi non li ripianta.
Il servizio sul Corriere in edicola e in digitale da ieri, venerdì 4 settembre.