Alzheimer: cinque campanelli d’allarme da non sottovalutare
Giovedì gli specialisti dell’Ospedale Koelliker di Torino spiegano online come distinguere normali dimenticanze dai segnali che meritano un approfondimento
Riconoscere per tempo i primi segnali e parlarne con il medico di famiglia: è questa, secondo gli specialisti, la forma più concreta di prevenzione di fronte al declino cognitivo. Un messaggio che arriva in vista della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, in programma il 21 settembre, e che passa anche da un appuntamento aperto a tutti: giovedì, 17 settembre, l’Ospedale Koelliker di Torino dedica alla malattia dell’Alzheimer una serata gratuita dei “Giovedì della Prevenzione”. I posti in presenza sono già esauriti, ma l’incontro si può seguire gratuitamente online collegandosi a meet.google.com/cii-dxha-jgd Un’occasione utile anche per chi, dal Chierese, non può raggiungere Torino.
Dimenticare dove si sono lasciate le chiavi o entrare in una stanza senza ricordare perché sono episodi comuni, soprattutto con l’avanzare dell’età. «Non ogni dimenticanza deve essere considerata un segnale di malattia – spiegano gli specialisti del Koelliker – Con il passare degli anni è normale che alcune funzioni cognitive possano rallentare. La discriminante fondamentale è il livello di autonomia: quando le difficoltà diventano progressive, frequenti e interferiscono con le normali attività quotidiane, è bene prestare maggiore attenzione».
Sono cinque gli ambiti da tenere sotto osservazione:
- Memoria: dimenticare ripetutamente informazioni appena apprese, ripetere le stesse domande a breve distanza, dipendere sempre di più da promemoria e aiuti esterni.
- Organizzazione: fare fatica in compiti di routine prima gestiti senza problemi, come seguire una ricetta conosciuta, tenere i conti di casa o sbrigare le pratiche personali.
- Orientamento: smarrire la strada in luoghi abituali, confondere date, stagioni e scorrere del tempo.
- Linguaggio: non trovare parole comuni, perdere il filo del discorso, usare termini inappropriati senza accorgersene.
- Comportamento e umore: cambiamenti insoliti e persistenti nella personalità e nelle abitudini sociali, ansia e irritabilità mai manifestate prima.
La presenza di uno o più di questi segnali non equivale a una diagnosi di Alzheimer. I disturbi della memoria e delle funzioni cognitive possono avere cause diverse, in alcuni casi reversibili o trattabili. Il primo passo, in caso di dubbi, è parlarne con il medico curante, che valuta la situazione ed eventualmente indirizza a una visita neurologica o geriatrica.
La visita specialistica serve a definire il percorso di approfondimento: test cognitivi e neuropsicologici standardizzati e, a seconda del quadro clinico, esami ematochimici e indagini di diagnostica per immagini, come la risonanza magnetica dell’encefalo. Al Koelliker il reparto di Neurologia dispone di un servizio di diagnostica neurofisiologica per gli accertamenti necessari.
Intercettare per tempo un possibile declino cognitivo permette di individuarne le cause, valutare le possibilità di intervento e programmare cure e supporto per il paziente e per la famiglia, spesso il primo caregiver.