L’inghippo del bancomat
Il sindaco di Moncucco scopre la ragione per cui la promessa di Poste italiane non è stata ancora mantenuta
Perché il bancomat promesso non arriva? Non è mai stata richiesta alla Soprintendenza l’autorizzazione, necessaria perché si interviene nell’ex municipio napoleonico.
A scoprire l’inghippo è stato il primo cittadino, Daniele Bargetto. Se n’è accorto mentre stava verificando la documentazione relativa alle stazioni di ricarica per auto elettriche. Anche in quel caso è prevista un’autorizzazione analoga, a carico dell’installatore e del gestore. Da lì il controllo e la scoperta: per il bancomat.
Ed ecco la scoperta: l’azienda incaricata da Poste Italiane di eseguire l’intervento non ha mai presentato la domanda alla Soprintendenza. Il sindaco ha quindi immediatamente sollecitato sia la ditta incaricata sia Poste Italiane. E la domanda alla Soprintendenza è stata finalmente presentata venerdì scorso.
Quando l’ufficio postale aveva riaperto a metà maggio 2025, dopo i lavori di ristrutturazione, l’installazione del bancomat nel muro sembrava imminente. All’epoca il ritardo veniva spiegato in due modi: il boom di richieste dell’apparecchiatura aveva messo in difficoltà il produttore. E poi, proprio le lungaggini per l’autorizzazione della Soprintendenza,
«Non ho parole – è il commento di Bargetto – Adesso la richiesta è stata fatta, ma mi aspetto tempi lunghi per ottenere l’autorizzazione e poter finalmente procedere con i lavori».