Pininfarina lascia la Borsa
Cambiano
Federica Costamagna  
28 Settembre 2026

Pininfarina lascia la Borsa

Svolta dell’azienda di Cambiano, il colosso indiano Mahindra cambia strategia e orizzonte di mercato

Pininfarina lascia Piazza Affari. È la strategia del colosso indiano Mahindra, al fine di ottenere nuovi capitali e ampliare le attività. Pininfarina Holdings, che detiene già il 78,8% delle azioni, ha quindi lanciato un’offerta pubblica di acquisto volontaria.

A trainare il fatturato del centro engineering di via Nazionale non sarà più l’automotive. Cosa significa, in prospettiva, per i 280 dipendenti della storica azienda di via Nazionale? «Presto sarà fissato un incontro con l’azienda per capire meglio gli scenari futuri», informa Claudia Paradiso, rappresentante sindacale della Fiom Cgil

L’operazione finanziaria punta a ritirare Pininfarina dal mercato azionario, attraverso l’acquisto delle azioni ancora detenute dal mercato. Nel mirino ci sono fino a 16,66 milioni di azioni, pari al 21,177% del capitale di Pininfarina. PF Holdings offre un euro per azione.

In questo modo il gruppo indiano Mahindra, proprietario di Pininfarina dal 2015, cerca risorse per dare spinta ai suoi piani. Quali? «L’emittente sta attraversando una significativa trasformazione – sottolinea una nota dell’azienda stessa – evolvendo dal suo tradizionale posizionamento quale casa di design automobilistico verso una piattaforma più ampia incentrata su design, architettura, ingegneria e brand».

Dal 2008 Pininfarina è stata un po’ alla volta ridimensionata. Di conseguenza, mantenere la società quotata in Borsa non porta più vantaggi: i costi non sono giustificati e la liquidità ricavata è limitata.

La nuova svolta è cominciata a dicembre, quando Paolo Dellachà è diventato amministratore delegato e direttore generale sostituendo Silvio Angori. Di recente, ad agosto David Loris Amantea è stato nominato direttore creativo e responsabile del design; Andrea Crespi dal 21 settembre è a capo dell’area tecnologica.

«Aspettiamo l’incontro con l’azienda – informa Claudia Paradiso, rappresentante sindacale della Fiom Cgil – Intanto stiamo discutendo sul rinnovo del premio di risultato».

Al momento, nonostante le incertezze del mercato, l’andamento è positivo. I risultati dei primi sei mesi del 2026 sono superiori a quelli del medesimo periodo del 2025. I ricavi complessivi si sono attestati infatti a 84,9 milioni di euro. «Malgrado le ombre della crisi delle case automobilistiche europee, stiamo portando avanti progetti – considera Paradiso – Stiamo lavorando a importanti commesse».

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